Le ballerine rosse – Luca Ruggiero

Le ballerine rosse – Luca Ruggiero

Le ballerine rosse Book Cover Le ballerine rosse
Luca Ruggiero
11 ottobre 2018

Sinossi

Parigi, 1967. Proteste nelle università, scioperi nelle fabbriche, intrighi politici. Opinione pubblica. Slogan. Idealismi. I servizi segreti francesi vengono messi in allarme dal gesto scellerato di un fanatico comunista. È un lupo solitario o è parte di una rete segreta? Alain Lagrange, agente dello SDECE, non tarda a intuire il coinvolgimento sovietico nell’opera di destabilizzazione che molti vogliono ignorare. La città dei lumi è divisa. Un tempo faro di raziocinio e lucidità, ora accarezza l’idea di una nuova selvaggia rivoluzione. Manifestazioni studentesche, propaganda nei giornali. Pugni chiusi verso il cielo. Il maggio del 1968 si avvicina e il KGB è sempre un passo avanti rispetto ai francesi. Lagrange dovrà navigare le difficili acque degli intrighi politici ed evitare che la Francia sia travolta dalla marea rossa.

Luca Ruggiero, 1983, vive a Madrid dove lavora nel settore dei videogiochi. Nutre la passione per la lettura dandole in pasto romanzi e libri di storia. “Le ballerine rosse” è il suo primo romanzo.

Come dare un’identità a qualcosa che, per antonomasia, deve rimanere anonima? Quando ho iniziato a pensare a come presentare il mio primo libro, ho capito che questa domanda era la risposta che cercavo, ma andiamo con ordine.

Non avevo mai scritto un libro prima d’ora, né, fino a poco tempo fa, credevo che l’avrei mai fatto. L’idea, come tante altre velleità, girovagava timidamente nella mente, ma neanche lei aveva la presunzione di credere che si sarebbe materializzata in questa vita.

Per lavoro e per piacere avevo scritto in passato, incluso qualche piccolo testo creativo, ma da lì a un vero libro, con copertina e tutto il resto, sembrava un’illusione nata dalle attese negli aeroporti, destinata a svanire all’atterraggio. Un giorno, però, la proverbiale molla è scattata e senza una vera pianificazione (d’altra parte, se era assurdo iniziare a scrivere un libro, figuriamoci quanto lo fosse finirlo), ho iniziato a scrivere.

Aveva il fiato corto ed era leggermente sudata. I tacchi, che ne facevano risaltare i polpacci avvolti dal nylon delle calze, non l’aiutavano a camminare velocemente. Gli occhiali da sole a farfalla, nonostante fosse ormai sera, le impedirono di notare Lagrange appoggiato a un angolo del bancone. La donna, dal viso elegante e i capelli neri a caschetto, alzò ancor di più il passo fino a giungere al telefono che squillava. Prese la cornetta, la avvicinò all’orecchio ma rimase in silenzio.
Lagrange la osservò con calma. Le scarpe nere, le calze, la gonna fino al ginocchio e una camicia di seta che lasciava intravedere la lingerie, ne risaltavano il fisico magro e slanciato. I modi raffinati, però, non distrassero Lagrange dalla stranezza di quanto stava succedendo. La donna era entrata poco dopo che il telefono aveva iniziato a suonare e aveva risposto senza esitazione. Evidentemente, la chiamata era per lei. Perché allora rimaneva in silenzio?
“Oui” fu tutto quello che disse dopo qualche secondo.
Nei mesi, e con l’aiuto di mia moglie e della sua sconfinata pazienza, “Le ballerine rosse” ha preso sostanza e forma. Era, sin quasi da subito, un romanzo di spionaggio, ispirato alle mie letture giovanili che con l’inganno la vita adulta mi aveva convinto ad abbandonare in favore di più austeri saggi (spesso, però, sempre sullo stesso strano argomento dello spionaggio).
Inconsapevolmente, “Le ballerine rosse” è il tentativo (si spera riuscito) di unire questi due mondi. Un esperimento per cercare di far convivere la fantasia (e forse l’improbabilità) dei tipici romanzi di spionaggio, con il rigore dei fatti realmente accaduti. Una manovra letteraria per cercare di dare un’identità ai personaggi indecifrabili delle spystory.
Il professore di diritto René Gaudreau era seduto alla sua scrivania. Fuori era buio e nell’oscurità della sua stanza solo la luce da tavolo illuminava le carte davanti a lui. Aveva scritto la lettera aperta per Le Monde, così come gli era stato detto di fare. Una settimana prima era stato contattato, questa volta non gli avevano mandato plichi o lettere. Era stata una telefonata. Aveva capito subito che quella alla cornetta era la voce di uno straniero, ma non era stato in grado di stabilire che accento avesse. E, stranamente, non gli importava molto. Aveva percepito un’esitazione nell’uomo che gli dava ordini, come se un parte di lui si rendesse conto dell’assurdità che stava chiedendo. Prima ancora che la telefonata avesse fine, René Gaudreau si era spento. Il corpo aveva continuato a funzionare e agli altri, incluso a sua moglie, era sembrato che tutto procedesse come sempre. La realtà era che durante quella telefonata, inconsapevolmente, si era trasformato in un automa. Spettatore della sua vita. Spettatore di una tragedia.
“Le ballerine rosse” è, forse, questo prima di ogni altra cosa: il tentativo di dare credibilità a un mondo sconosciuto, dove si sostituiscono gli eroi “bondiani” con personaggi più umani, più veri. I fatti che si narrano sono, ovviamente, di fantasia. Il tentativo del KGB di influenzare la politica francese tramite di fatti del 1968 è qualcosa che non è mai stato provato, anche se de Gaulle stesso fece delle ipotesi in merito. Giocare con queste possibilità credibili, divertirsi nel mischiare veri fatti di politica, documentati e consultabili, con il fugace mondo dello spionaggio, è stato quello che mi ha spinto me a scrivere “Le ballerine rosse” e voi, spero, a leggerlo con gusto.
Volete leggere altri post del nostro blogger Luca Ruggiero? Vi consigliamo di proseguire la lettura con “Fra i dannati della terra. Storia della legione straniera”di Gianni Oliva. 🙂

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