E morì con un felafel in mano;  John Birmingham

E morì con un felafel in mano; John Birmingham

E morì con un felafel in mano Book Cover E morì con un felafel in mano
John Birmingham
Fandango
14/02/2019
154

Sinossi 

Se cambiare casa vuol dire cambiare qualcosa di noi stessi, che cosa si diventa dopo aver traslocato 89 volte nel giro di pochi anni? Dopo aver avuto a che fare con “ogni tipo di umanità esaltata ed estrema, di cazzoni disadattati ed eterni studenti”? Ed essere scampati a incendi, devastazioni, blitz dei fascisti, retate della polizia? Una storia grunge di coabitazioni infernali raccontata da un autore australiano che l’ha vissuta in prima persona. John Birmingham ha veramente coabitato con centinaia di persone diverse, annotando tic, abitudini e follie varie. Da quegli appunti è nato questo libro, un inedito modo di scrivere un divertentissimo romanzo di formazione. John Birmingham ci fa scendere nell’inferno delle case coabitate, in cui ogni girone si rivela più allucinato e incredibile e ci racconta, a venti anni dalla sua prima uscita, che non è cambiato poi molto. La necessità di condividere un appartamento per sostenerne i costi è ancora parte integrante della vita di molti giovani, e non più giovani.

E morì con un felafel in mano; la nuova novità editoriale Fandango Libri in uscita il 14 febbraio, John Birmingham torna per esilarare i suoi lettori.

In occasione dei 20 anni dall’uscita del romanzo, Fandango Libri (link casa editrice) ripubblica questo cult degli anni 90. E morì con un felafel in mano è un esilarante romanzo di formazione. L’autore John Birmingham ricorda le sue coabitazioni infernali, racconta di incendi, devastazioni, riti pagani, retate della polizia e follie varie incredibilmente reali.

 

Personalmente ho adorato questo libro. L’ho letto ormai tanti anni fa, era estate, e ricordo ancora le risate fino alle lacrime che mi sono fatta sotto l’ombrellone. Dovevo sembrare scema agli occhi di chi mi stava accanto. Pazienza…
In ogni caso mi sento di consigliare questo cult a chi ancora non lo avesse letto.

 

Era morto con un felafel in mano. Lo trovammo così sbra- cato su una poltrona-sacco col mento appoggiato al primo bottone della sua camicia di flanella preferita. Portava quella stessa camicia quando, più o meno una settimana prima, si era presentato come potenziale affittuario della nostra stanza libera. Ci stava andando malissimo. Avevamo preso in esame decine di candidati e ciascuno era più flippato dell’altro. Alla fine accettammo questo tizio per disperazione. Non che avesse molti punti a suo vantaggio, non possedeva nemmeno un forno a microonde o altri elettrodomestici, e comunque adesso sia lui che il felafel erano lì, tutti e due freddi. Il nostro primo coinquilino morto. Almeno però ci aveva dato un anticipo.

 

Da questo libro, uscito per la prima volta nel 2001, è stato tratto l’omonimo film diretto da Richard Lowenstein distribuito in Italia da Fandango cinema.

 

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