Vincent sul divano. Si può sopravvivere all’arte? di Marco Marrocco

Vincent sul divano. Si può sopravvivere all’arte? di Marco Marrocco

Vincent sul divano. Si può sopravvivere all'arte?
Ologrammi
Marco Marrocco
Narrativa contemporanea
Fefè
19 ottobre 2017
Copertina flessibile
112

Sinossi

Questo libro - a metà tra fiction e saggio - smonta il teorema romantico/psichiatrico del genio frutto della follia (presunta). Per scoprire - con toni appassionati e viscerali - l'uomo, l'artista, che potremmo incontrare seduto sul divano di casa, con tutto il carico di sofferenza umana, unita indissolubilmente alla potenza della sua pittura. Prefazione dello psichiatra - Domenico Mazzullo - postfazione della grande scrittrice - Barbara Alberti - che hanno entrambi grande dimestichezza con i moti dell'anima.

Vincent sul divano, Marco Marrocco ci accompagna alla scoperta di un Van Gogh curioso e insolito

Ironico, irriverente, fuori dagli schemi, questo piccolo libro originale e sfizioso, ci fa scoprire un Van Gogh diverso dal solito. È come se l’autore Marco Marrocco e l’artista, si incontrassero in modo informale per una chiacchierata tra amici sul divano di casa.

Ed è con la spontaneità che si riserva ad un amico che Marrocco evidenzia pregi e difetti dell’artista, anche spronandolo, consigliandolo e riscattandolo da quel connubio di genio e follia che lo ha sempre contraddistinto.

“Vincent sul divano”…. dall’analisi introspettiva/psicologica che cogliamo come filo conduttore del libro, saremmo portati a chiederci se “il divano” a cui allude il titolo non possa essere quello dello psicanalista. In realtà, Marrocco si rivolge a Van Gogh e gli dice: “…ti sono state attribuite tutte le malattie disponibili nel campionario psichiatrico” ma “non la follia ha prodotto la tua arte… su un’esistenza di 37 anni solamente due sono stati vissuti sotto il cielo della follia” smontando così l’idea romantica di un connubio tra follia e genialità.

Marco Marrocco pone invece l’accento sulla luminosità che promanano le tele di Van Gogh dallo stile unico e dalle pennellate corpose e vibranti e scrive: “….propongo una laurea honoris causa al nostro Vincent Van Gogh” e poi parla direttamente all’artista in tono confidenziale e gli dice:

Ecco Vincent, che tu lo sappia o no, che ti stia bene o no, tu sei il manifesto vivente (evidente) della Teoria della Luce.

Fra amici poi si parla anche d’amore e l’autore del libro si sofferma a pensare….a Vincent innamorato della figlia della sua padrona di casa e respinto….e delle altre…compresa una prostituta!…e di nuovo gli parla come si fa tra due amici che aprono l’animo l’uno nei confronti dell’altro per consigliarsi, per sostenersi, ma anche per sdrammatizzare con ironia quelle pene d’amore che fanno tanto soffrire, e gli dice: “No, Vincent, direi che in amore non è andata un gran che. Mentre per tutto il resto…”

Il libro di Marrocco è tutto pervaso da citazioni tra le più eterogenee che però ben si amalgamano con schiettezza e semplicità con gli argomenti affrontati. Vengono coinvolti gli scritti di Leonardo, Haiddegger, di diversi altri autori, e perfino un passo del Vangelo viene menzionato!

Molto interessante la prefazione di uno psichiatra di grande spessore come Domenico Mazzullo che traccia con professionalità e semplicità la sua interpretazione del testo e dell’artista. Vivaci e intelligenti le riflessioni della postfazione della bravissima Barbara Alberti con le sue idee sempre originali e argute.

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