Twelve – un romanzo incomprensibilmente famoso di Nick McDonell

Twelve – un romanzo incomprensibilmente famoso di Nick McDonell

Twelve Book Cover Twelve
Nick McDonell
Fiction
Grove Press
2010-06
244

Sinossi:

White Mike, a seventeen-year-old prep school dropout and drug dealer, and his privileged peers spend their time partying with sex, drugs, and escalating violence in the pursuit of ever more exotic and dangerous thrills.

Twelve è un romanzo proveniente dalla penna di Nick McDonell (anno 1984) uscito nel 2003.

E fin qui, nulla da ridere. No? Informazioni spicciole ed incontestabili. Da contestare, invece, mi viene quando leggo frasi come:

twelve nick mcdonell
Nick McDonell

“McDonell è un vero scrittore, il suo unico trucco è quello di scrivere la verità. Credo farà per la sua generazione ciò che io ho fatto per la mia.”
Hunter S. Thompson

Questo elogio è stampato proprio dietro la copertina del libro che ho acquistato, incuriosita sia dalla trama che dalla copertina, decisamente accattivante. Ma andiamo per ordine. Allora, in breve la storia si svolge a Manhattan. Protagonista è un ragazzo, certo White Mike, che racimola grana dilettandosi a fare lo spacciatore pur non facendo uso alcuno delle droghe che vende. Parte fondamentale del romanzo è che White Mike spaccia una droga immaginaria, chiamata Twelve, costosa e bramata da molti. Intorno a questo giovane venditore di felicità sintetica si svolgono i vari drammi dei suoi compagni di liceo; figli di papà senza aspirazioni o obbiettivi nella vita.

Nick McDonell ci racconta la storia di una generazioni piatta, viziata e vuota che, in Twelve, si umilia e mortifica inconsapevolmente.

Spezzo una lancia a favore di questo libro perché devo ammettere che i personaggi descritti sono decisamente fastidiosi e sterili. Come lettore, a mio avviso, provare empatia verso di loro è praticamente impossibile. Se l’obbiettivo dello scrittore era questo, ammetto che è riuscito. Ma il problema è che, quando si giunge al termine di questo libro, l’unica domanda che sorge spontanea è: quindi?

La trama c’è, lo stile è particolare, decisamente innovativo anzi, e scorrere…scorre. Ma rimane frigido, come una bella donna che a letto si rivela fredda ed indifferente. Manca passionalità, manca vita, manca sentimento. Di libri che trattano storie tristi con personaggi apatici ne ho letti, ma erano comunque veri! Ecco, in poche parole mi sembra che questo libro manchi di autenticità. E poi, non so, sarà anche che a me non fanno impazzire i capitoli corti, tipo:

Capitolo 11

Da un’ora, Sara Ludlow si trova alla festa di Chris, ma non è particolarmente entusiasta. Non vuole né una canna né una birra, ed è annoiata dalla storia di Chris: le sta raccontando di come suo fratello si sia fatto fare il primo pompino durante un Bat Mitzvah. Sara dice che per lei è ora di andare.

“Dov’è il tuo tipo?” chiede Chris.

Lei lo squadra per un attimo. Può tornarle utile. “Sta arrivando da East Hampton,” dice. “E tuo fratello dov’è?”

Fine del capitolo. Non sono tutti così, ovviamente, ma di base sono molto stringati. Invece, per quanto concerne la storia, al termine delle 230 pagine, Nick McDonell ci darà un finale piuttosto violento, ma scontato a parer mio, in cui l’unico lato positivo sarà scoprire che gli odiosi personaggi hanno avuto ciò che meritavano.

Ripeto (perché ci tengo) che tutto questo è frutto della mia personalissima opinione e che, in quanto tale, contestabile. Anzi, se a voi è piaciuto lasciate pure un commento…

«Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo»

Diceva uno…

Comunque, se non avete letto Twelve ma volete comunque farvi una vostra opinione, il libro è acquistabile su Amazon.

In Pillole

Originalità
Suspence
Coinvolgimento

 


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