Terrore Anale; appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale – Paul B. Preciado

Terrore Anale; appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale – Paul B. Preciado

Terrore anale. Appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale Book Cover Terrore anale. Appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale
Paul B. Preciado
Fandango Editore
2018
82

Sinossi 

Un libro di Paul B. Preciado è sempre un testo imprevisto. Quello che ti aspetti, quello che pensi essere la logica conseguenza di una riflessione, viene ribaltato nella pagina successiva. Una nuova idea scuote i concetti, perfino quelli che sembravano all'avanguardia. In "Terrore anale", Preciado riscrive la storia della sessualità spostando la narrazione sul punto cruciale della questione. La riscrive a partire dall'ano. Muovendosi sul terreno complesso del dibattito filosofico intorno alle idee di Foucault, Marx, Deleuze, Guattari e Hocquenghem, Preciado individua nell'ano il superamento dei limiti anatomici imposti dalla differenza sessuale. Un orifizio che è stato relegato alla sua mera funzione biologica senza nessuna qualità sessuale o orgasmica, riconquista la centralità del desiderio, del piacere e del potere. La pubblicazione di "Terrore anale" ha scatenato un sisma nel pensiero e nell'azione femminista degli ultimi anni ed è diventato ben presto un piccolo pamphlet cult. Fandango Libri lo propone al pubblico con un testo inedito scritto appositamente da Paul B. Preciado per l'edizione italiana.

Terrore anale: Paul B. Preciado ci regala un testo acuto, agile, coraggioso e completamente rivoluzionario, edito da Fandango Editore. Curiosi di sapere di cosa parla?

Paul B. Preciado, precedentemente noto con il nome femminile Beatriz, è un filosofo e scrittore spagnolo a cui sono molto care le tematichedsella sessualità e della biopolitica. Nel 2014 ha annunciato pubblicamente di aver intrapreso un percorso di transizione, ecco perché da gennaio 2015 adotta il nome Paul mantenendo Beatriz come secondo nome.

Mi capita ancora, ma più raramente di prima, d’incontrare qualcuno che si ostina a chiamarmi con un nome femminile, o che si rifiuta di chiamarmi con il mio nome, quest’altro nome che è ormai il mio.

Ci troviamo innanzi ad un testo complesso, e mi permetto anche di dire che non è un libro da tutti (cosa che, a parer mio, è un grandissimo complimento).  Nel suo trattato Terrore Anale, edito da Fandango Editore (link alla casa editrice), Paul B. Preciado costituisce un dialogo profondo e radicale con i pensieri e gli studi di Guy Hocquenghem (sociologo e scrittore francese venuto a mancare le 1988). Preciado ha acutamente rivisitato, dopo più di trent’anni di lotta, le convinzioni dei visionari di un tempo, e rivendica la loro rabbia, se possibile, con più rabbia ancora. Questa è la “sfida” anale: un vero e proprio colpo di stato rimasto latente nelle viscere dell’eteronormatività.

Cominciamo dal principio. Raccontiamo la storia dell’ano. Ingoiamo l’arazzo della civilizzazione e tessiamo con i fili che spunteranno tra le nostre gambe la tenda di un nuovo circo. Questo è quello che fece Guy Hocquenghem: analizzarsi invece di psicoanalizzarsi. In realtà Guy aveva letto Freud mentre succhiava cazzi nelle riunioni del Partito comunista francese e, dato che una cosa tira l’altra, un giorno finì per chiedersi se Edipo avesse l’ano.

Paul B. Preciado sostiene che la società odia l’omosessualità, sostiene che esista un elemento estremamente disturbatore nell’idea stessa di un rapporto tra persone dello stesso sesso. Inoltre, questo è molto interessante, asserisce che la nostra  società è ormai diventata estremamente paranoica nei confronti degli omosessuali, soffrendo di una sorta di “illusione interpretativa” che porta la maggior parte delle persone a vedere intorno a sé i segni di una cospirazione.

L’uomo e la donna non sono, come nel racconto di Platone, un corpo tagliato in due (due metà di un pesce o una bicicletta smontata) che l’amore torna a unire, ma due corpi i cui organi e le cui funzioni sono descritti come inconciliabili e ai quali la società impone una agentività caricaturale.

Guy Hocquenghem criticava la spiegazione freudiana dell’omosessualità come radicata nel complesso edipico, vedendola più radicata nella famiglia anziché nella storia. L’intera società, se ci pensate bene, è governata dall’ordine della famiglia. È vero che la libertà sessuale è aumentata drasticamente negli ultimi anni, com’è anche vero che il matrimonio non è più necessario, come lo era un tempo. Nonostante ciò, in Terrore Anale viene sottolineato quanto la famiglia sia diventata una sorta di regola imprescindibile, sottraendo importanza al singolo individuo e governando ogni sua scelta.

Era il tempo di Krafftebing e delle sue tavole classificatrici delle deviazioni sessuali, il tempo della persecuzione giuridica dei sodomiti, il tempo in cui i genitori di una famiglia facoltosa affidavano la figlia lesbica a Freud con l’intenzione che facesse di lei una buona sposa, il tempo degli elettroshock e delle lobotomie, delle “cause di degenerazione biologica della specie”, dell’“ermafroditismo psichico” e dell’“inversione congenita”, del “cervello effeminato dell’omosessuale” e del “corpo virile della lesbica”, il tempo dell’“ano dilatato” del perverso e del “clitoride ipertrofico della tribade, il tempo dei campi di concentramento per i “triangoli rosa” e delle carceri separate per gli accusati di crimini del vizio.

Paul B. Preciado con Terrore Anale ci regala un testo illuminante  che esplora la resistenza e la differenza che il desiderio omosessuale produce in relazione alla tradizionale strutturazione edipica dell’unità familiare. Quest’ultima, è innegabile, struttura anche la maggior parte degli spazi sociali come politica, educazione, economia, quindi è di essenziale importanza avere una visione quanto più aperta e lucida possibile. Fandango editore si imbarca quindi nella pubblicazione di un testo complesso quanto i trattati filosofici di Félix Guattari e Gilles Deleuze, ma in questo caso ci troviamo davanti un libro decisamente più accessibile, seppur altrettanto appagante.

Storicamente l’ano è stato contenuto in quanto organo abietto, mai abbastanza pulito, mai abbastanza silenzioso. Non è né può essere politicamente corretto. L’ano non produce, o meglio produce solo immondizia, detriti. Non ci si può aspettare da quest’organo produzione di beneficio né di plusvalore: né sperma, né ovuli, né riproduzione sessuale. Solo merda. Questo è il luogo eccelso della non-produzione ecologica, o meglio il punto di fuga dal quale il capitale scappa e torna alla terra convertito in humus. Anche se fosse possibile immaginare che le strategie di produzione del capitale venissero a riterritorializzare il piacere anale, dovrebbero essere disposte a essere trasformate in merda.

Lo consiglio? Assolutamente sì, è un pamphlet cult molto stimolante, sia per i concetti espressi che per lo stile con cui vengono esposti. Bella sfida.

Siete alla ricerca di libri che aprono la mente? Vi consigliamo di proseguire la lettura con “Reincarnation Blues” di Micheal Poore. 🙂

In pillole

Contenuti
Stile
Ritmo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.