Speciale Tempo di Libri: Silvia Truzzi, Fulvio Abbate, Roberto Perrone

Speciale Tempo di Libri: Silvia Truzzi, Fulvio Abbate, Roberto Perrone

Speciale Tempo di libri: a Mille e un libro si tirano le somme per capire com’è andata la fiera rispetto all’anno scorso, ne parliamo in compagnia di Silvia Truzzi, Fulvio Abbate e Roberto Perrone.

Quest’anno Tempo di libri (sito ufficiale) si è svolta presso Fieramilanocity, e rispetto ad un anno fa i numeri e l’entusiasmo di chi ha preso parte a questa meravigliosa iniziativa sono stati travolgenti. Parliamo del 60% di presenze in più rispetto all’anno scorso, dati che fanno ben sperare in un’epoca in cui le persone non hanno più né il tempo né l’abitudine a leggere. Silvia Truzzi, Fulvio Abbate e Roberto Perrone, interrogati da Gigi Marzullo durante la trasmissione Mille e un libro, concordavano tutti nel dire che fortunatamente le cose stanno cambiando, c’è più rispetto per i libri e sta crescendo la voglia di leggere. Insomma, mentre prima leggere era considerano un hobbie da nerd, oggi una nuova corrente culturale sembra essere riuscita a far cambiare punto di vista a tanti giovani (per fortuna). Ma passiamo ora ai libri che hanno presentato i tre ospiti della puntata, iniziando proprio da quello di Silvia Truzzi.

silvia truzziL’abbiamo vista fino ad ora vestire i panni di giornalista per Il Fatto Quotidiano, ultimamente però ha voluto sperimentare una veste nuova, quella d’autrice; Fai piano quando torni è il suo primo romanzo.

Possiamo affermare senza dubbio che Silvia Truzzi, con questo libro, omaggia l’amicizia nel senso più vero del termine. Quelle amicizie sincere fatte di scontri, di incomprensioni ma sorrette da sentimenti autentici, talmente veri che riescono persino a migliorarci l’esistenza.

Non esiste nulla di più difficile di un’amicizia tra donne e l’autrice ne ha colto tutta la complessità descrivendone i lati più contorti ma anche quelli più ironici che escono fuori sopratutto quando la testardaggine delle due protagoniste ha la meglio. Da una parte abbiamo Margherita, una ragazza bella, ricca, che non avrebbe alcun motivo per essere infelice. D’altra abbiamo Anna, una signora anziana che di batoste dalla vita ne ha ricevute veramente tante, eppure l’espressione che più di frequente governa il suo volto è proprio la felicità. Le due donne sono destinate non solo ad incontrarsi (e scontrarsi…) ma anche a cambiare la propria vita in meglio.

La protagonista del romanzo, Margherita, è descritta molto bene, ma bisogna dire che viene magistralmente sorretta dall’irruenza contagiosa di Anna, un soggetto veramente meraviglioso che dona luce alla protagonista pur essendo il personaggio secondario. Sembra talmente realistica che talvolta viene da chiedersi se Anna sia fuoriuscita dalla fantasia dell’autrice o se esiste realmente una persona così affascinante, capace di fulminare la giovane protagonista con frasi come:

Ma guarda che star bene è molto più difficile che star male.

Estremamente realistico poi il rapporto tra la protagonista e sua madre, fatto di stilettate e parole dure. Molto divertenti da leggere le lettere che si mandano Anna e Nicola (il suo amante storico con cui tiene da anni una fitta corrispondenza scritta) totalmente sgrammaticate ed esilaranti. Anzi immaginiamo che l’autrice abbia fatto una bella fatica per scriverle in quel modo.

In ultima analisi sono estremamente toccanti i sentimenti che fuoriescono dalla protagonista quando ricorda il padre venuto a mancare, quando riflette sul loro rapporto e sull’incredibile sintonia che li legava quando lui era in vita.

Il finale ci ha sorprese, non nascondiamo che ci ha colto un pizzico di amarezza ma nonostante ciò è talmente delicato e poetico che, alla luce di tutto, la storia non poteva terminare diversamente. Grande coerenza, stile e fluidità per un libro che ci sentiamo di consigliare senza dubbio alcuno.

Fulvio Abbate, intervistato da Gigi Marzullo, ci parla del suo ultimo libro: LOve, un glorioso ed originalissimo omaggio all’amore.

fulvio abbateNell’arco della nostra divertente esperienza a Mille e un libro, una cosa possiamo asserire con lucida certezza: Fulvio Abbate (official Twitter) è senz’altro l’autore che più di chiunque, con la sua elettrica ironia, è riuscito a riempire totalmente lo studio. Intervistato da Gigi Marzullo, ci ha raccontato a parole sue cosa voleva trasmettere con questo libro travolgente; un saggio a metà tra una raccolta di racconti.

È un libro scorrevolissimo, a tratti anche molto ironico, che si segue perfettamente nonostante in alcune parti diventi una sorta di flusso di coscienza dell’autore. Ogni parola sembra chiamare quella successiva, che trova perfettamente il suo posto, come se cascasse in una formina che stava lì ad attendere il suo arrivo da tempo.
L’amore necessita fiducia, come anche questo libro. Bisogna affidarsi alla penna di Fulvio Abbate senza pensare a dove si andrà a finire, a quali voli pindarici farà la propria fantasia durante la lettura. Certo è che induce alla riflessione, ma è una riflessione dolce, piacevole, ogni tanto toccata da qualche rimpianto, ovviamente, perchè parliamo di Amore (quello vero, con la A maiuscola) ma diventa amabile anche quest’ultimo.

Quello che vorremmo trasmettere ai futuri lettori è che non devono pensare di trovarsi in mano pagine e pagine di discorsi fumosi. No, Fulvio Abbate ci da un’idea molto concreta di ciò che lui ritiene essere l’amore. Anche molto carnale e sessuale talvolta, con esempi e descrizioni che lasciano poco all’immaginazione, ma che danno un ritmo in più alla lettura.

Sonia, a suo modo, ritiene ancora di assomigliare sia spiritualmente sia fisicamente a Bowie: un viso perfetto, l’incarnato chiaro, poche efelidi sul naso piccolo, il seno sodo e generoso, un corpicino regolare, il sedere tondo, i fianchi stretti, due cicatrici misteriose sulla pancia.

Sonia ama fare l’amore a pancia sotto, un cuscino all’altezza del bacino a sollevarla, così da sentire l’altro mentre la penetra. Con i suoi capelli corti, un taglio da giovane, da maschietto, da tenente, personalmente, ogni volta che lo facciamo, non posso fare a meno, nonostante Sonia sia una creatura infinitamente femminile, di dirle: “Sei il mio ragazzo.” E intanto che le dico così sento la sua vagina aprirsi sempre di più per accogliermi. Chissà se anche David le avrebbe detto così quando si sarebbero ritrovati ad accoppiarsi sul trono africano o piuttosto sotto le ali di un pavone?

Citando non solo quelli che possono essere i suoi sentimenti, ma descrivendo anche quelli di altri personaggi che fanno capolino durante la lettura, Fulvio Abbate ci sequestra in un mondo fantastico fatto di passione, sentimenti infuocati e favolosamente vivi. Insomma si viene invorticati da racconti e discorsi sull’amore che lasciano la testa piena di cuori e alla fine ci si sente pure  un po’ instupiditi però, se vogliamo, è proprio l’effetto che fa questo meraviglioso sentimento.

Roberto Perrone, noto giornalista ed autore di numerosi romanzi, parla a Gigi Marzullo del suo ultimo giallo: L’estate degli inganni.

roberto perroneL’estate degli inganni, di Roberto Perrone, è un giallo di tutto rispetto a cui non manca veramente niente: ottime ambientazioni, ritmo e personaggi molto intriganti e allo stesso tempo credibili. Una grande storia che ci porta indietro negli anni bui del terrorismo facendo riferìmento alla strage di Bologna degli anni 80. Anche se in realtà nel libro non viene mai esplicitamente citata, sicuramente per il lettore avere nella testa delle immagini reali è di grande aiuto per entrare ancora di più nel vivo della storia.

Oltre ad esserci dei riferimenti reali, il lettore viene accompagnato all’interno della storia da un protagonista che, per quanto è accuratamente descritto e realistico, esce fuori dalle pagine e diventa tridimensionale; Annibale Canessa. Un ex-piliziotto estremamente concreto e molto pratico, talmente tanto che a lui interessa solamente arrivare a scovare la verità più che al processo che verrà dopo; d’altro canto è stato ribattezzato Carroarmato appunto per questo motivo. Gli basta poco infatti per decidere di investigare: nel momento in cui il Mossad fornisce al nostro protagonista la prova necessaria per riaprire il caso dell’attentato alla stazione, Canessa non si tira di certo indietro.

Potevano anche essere del Mossad, il miglior servizio segreto del mondo, però li avrebbe individuati comunque. Erano bravi, ma lui di più. E ormai da tempo aveva raschiato via la ruggine depositata dal lungo esilio sul suo talento e sulle sue capacità.

Annibale Canessa stava pensando a questo dopo aver intercettato, distante dal primo una ventina di metri, anche il secondo pedinatore.

Vanno sempre in coppia, si disse, proprio come noi carabinieri.

Oltre alla pungente ironia che permea le frasi del protagonista, ci è piaciuto molto l’effetto quasi cinematografico che producono i flashback e flashforward all’interno del romanzo, sono posizionati con grande tecnica quindi è facile far poi mente locale  e tornare nel vivo della storia. Inoltre regalano al lettore tante informazioni in più sui vari personaggi.

Ci troviamo davanti ad un romanzo costruito magistralmente, tutto torna, non ci sono mai momenti di incoerenza, e non ci sono insegnamenti morali nascosti tra le righe. Questa è una cosa che abbiamo molto apprezzato perchè era facile cadere nell’errore di mettersi in cattedra citando, anche se non esplicitamente, un deplorevole episodio storico realmente accaduto. Invece Roberto Perrone rimane super partes dando prova di grandissima professionalità come autore. Un giallo veramente ben riuscito.

Se siete curiosi di sapere cosa è accaduto nelle scorse puntate di Mille e un libro vi invitiamo a visitare la nostra sezione dedicata al programma seguendo questo link.

Ricordate che potrete vedere tutte le puntate in diretta ogni sabato notte su Rai1. 🙂 Buona visione e buona lettura!


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