Storia dell’arte: Cecilia Gallerani, la Dama con l’ermellino

Storia dell’arte: Cecilia Gallerani, la Dama con l’ermellino

Cecilia Gallerani alias la Dama con l’ermellino: bella, elegante, raffinata, dai tratti sottili e dallo sguardo enigmatico. Ma chi è questa dama che tiene tra le sue braccia un animaletto così desueto?…un ermellino!

Si chiamava Cecilia ed era figlia di Fazio Gallerani, un nobile milanese. Ammirata e vezzeggiata dai potenti dell’epoca lei, destinata un tempo dalla famiglia alla vita monastica, divenne l’amante di Ludovico il Moro e sarà lo stesso Ludovico a commissionare a Leonardo il dipinto che la ritrae nel pieno della giovinezza.

Donna di grande finezza intellettuale, posando per Leonardo, riuscì a recepirne la genialità e l’estro, tanto che lo invitò a partecipare a riunioni di intellettuali in cui si discuteva di filosofia, arte e cultura del tempo. Quando però Ludovico si sposò con Beatrice d’Este, Cecilia, prima tollerata alla corte degli Sforza, venne cacciata dopo che ebbe dato alla luce il figlio frutto della relazione clandestina con il Moro.

Si sposò poi con il conte Ludovico Carminati, e trasformò la residenza del marito (Villa Medici del Vascello in San Giovanni in Croce presso Cremona) in un luogo di ritrovo di artisti e letterati.

Nel ritratto, Cecilia Gallerani sembra rapita da qualcosa che sta accadendo poco distante da lei, e anche l’ermellino rivolge lo sguardo nella stessa direzione. Ci si chiede perché venga scelto proprio un animaletto così particolare. In realtà, in quel tempo, le dame spesso venivano rappresentate con furetti o altre piccole bestiole del genere, ma qui il significato è più profondo. Ci riporta infatti alla denominazione greca di ermellino: “galè”, che alluderebbe al cognome di Cecilia: Gallerani.

Il ritratto, uno fra i più belli e raffinati della storia, venne acquistato dal principe polacco Czartoryski nel 700, per donarlo alla moglie per il suo museo privato. Conservato per anni al Museo Czartoryski di Cracovia, dal 19 maggio 2017 lo possiamo però ammirare al Museo Nazionale di Cracovia, in ricordo di una donna bellissima e ammirata da tutti nel 400, che Leonardo ha voluto rendere immortale.


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