Salvador Dalì: l’artista più eccentrico e controverso dello scorso secolo

Salvador Dalì: l’artista più eccentrico e controverso dello scorso secolo

Salvador Dalì. The paintings Book Cover Salvador Dalì. The paintings
Robert Descharnes, Gilles Néret,
Art
2013
780

Sinossi:

Picasso definiva Dali come un fuori bordo senza controllo e Dalì stesso si concepiva come un genio che poteva lasciarsi andare a qualsiasi pazzia. Pittore, scultore, scrittore e regista, Salvador Dalì (1904-1989) è stato uno degli artisti più eccentrici e controversi dello scorso secolo. Fu uno dei primias fruttare le scoperte di Sigmund Freud in campo artistico avvicinandosi al subconscio con la sua fervida immaginazione e straordinaria emotività.Questa monografia offre al lettore l’opera completa di Dalì grazie alla ricerca scrupolosa di Robert Descharnes e Gilles Néret.

Salvador Dalì: genio e sregolatezza, forse l’artista più eccentrico mai esistito, diceva di sè: “L’unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo”.

Già sono passati 28 anni dalla morte di Salvador Dalì, ma i dipinti, le sculture, gli oggetti stravaganti e i gioielli da lui creati, sono più che mai attuali. Chi non conosce i suoi celebri orologi deformati che sembrano quasi sul punto di sciogliersi? Oggi vengono riprodotti spesso in pubblicità o su gadget in modo divertente e scanzonato.

Artista dalla vita non sempre facile, a cinque anni venne portato sulla tomba del fratello (morto di meningite 9 mesi prima della sua nascita e di cui l’artista portava il nome) dai genitori, che gli fecero credere di esserne la reincarnazione. Sconvolto e quasi impazzito, successivamente si recava spesso alla tomba del fratello di notte e pregava per ore. Legatissimo alla madre, quando questa morì di cancro (egli aveva solo 16 anni) Dalì disse:

è stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo… non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima.

Un lutto da cui non riuscirà mai a riprendersi, tanto che ritrarrà la madre una sola volta (mentre del padre e della sorella conosciamo diversi ritratti) con tutta la famiglia, durante una gita in barca.

salvador dalìPersonalità ribelle e contro tutte le regole imposte, superò brillantemente l’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti, pur non avendo eseguito il disegno nelle dimensioni stabilite dalla Commissione, la quale sentenziò: “Benchè il disegno non sia stato eseguito nelle dimensioni regolamentari, esso è talmente perfetto che la Commissione lo ha approvato”.

Eccentrico anche nel “look”, portava calzoni alla zuava e calze lunghe, capelli e basette lunghe e vistosi baffi, ispirati ad un altro genio spagnolo: Velázquez.

Fondamentale per la vita e l’arte di Dalì fu l’incontro con una donna: Gala. Invitati nella casa di vacanze della famiglia dell’artista, il pittore Magritte con la moglie Georgette ed il poeta Éluard con la moglie Gala, quest’ultima, appena arrivata, mostrò subito grande interesse nei confronti di Dalì….e la cosa era reciproca! La donna, di 11 anni più grande dell’artista non era vista di buon occhio dal severo padre che scriveva così del figlio:

È un disgraziato, un ignorante e un pedante senza eguali, oltre che un perfetto screanzato….La sua indegnità è tale che egli si è spinto fino ad accettare cibo e denaro da una donna sposata, la quale, con il consenso e il beneplacito del marito, lo mantiene ben pasciuto…

Rotti i rapporti con il padre, Dalì e Gala comprarono da una popolana una piccola capanna, che serviva ai figli di questa per rammendare le reti….poco più di una stanza…! Con il tempo i due acquistarono anche le case vicine, trasformando questo luogo in una villa sul mare.

Gala, abile nel trattare gli affari dell’artista, gli era sempre accanto, e raccontava che Dalì era interessato all’acquisto degli oggetti più strani e pacchiani (come bronzi e vetri veneziani falsi) per poi usarli come ispirazione nella composizione dei suoi quadri.

Salvador Dalì La persistenza della memoriaLa stessa strana ispirazione che ebbe una sera in cui (raccontava lo stesso artista) rimasto a casa, non sentendosi bene (Gala era uscita con gli amici per andare al cinema) si trovò, dopo cena, davanti ai resti del formaggio Camembert. Ne constatò la morbidezza ed aggiunse così, ad un quadro già iniziato (rappresentante un paesaggio), degli orologi molli. Nacque uno dei sui capolavori: “La persistenza della memoria”.

La vita di Dalì fu tutta costellata da situazioni particolari, alcune divertenti, altre meno. A tal proposito, vorrei ricordare un episodio avvenuto a Londra, dove l’artista, in occasione dell’Esposizione Internazionale del Surrealismo, tenne una conferenza.

Salvador DalìSi presentò vestito da palombaro tenendo con una mano una stecca da biliardo e con l’altra due levrieri al guinzaglio. Al momento però di togliere il casco da palombaro, questo non riusciva a svitarsi e Dalì, nell’intento disperato di liberarsi dello scafandro, faceva movimenti inconsulti che vennero interpretati dal pubblico come parte dello spettacolo. Così, mentre il pubblico rideva a crepapelle, l’artista rischiò di rimanere soffocato, e solo rompendo il vetro davanti al suo viso con un martello riuscirono a salvarlo.

Per riprendersi dallo spavento Dalì si rifugiò per un periodo nella sua villa sul mare.

Fu un artista molto attivo e sorprendente è il numero delle sue opere, ma dopo la morte della moglie Gala dipingerà il suo ultimo quadro. Si spegnerà cinque anni più tardi.

Oggi gran parte delle opere del grande artista sono conservate al Museo Dalì di Figueres in Spagna (da lui stesso fondato) così come le sue spoglie mortali, che riposano nella cripta del basamento del museo.

 


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