L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita di Alessandro D’Avenia

L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita di Alessandro D’Avenia

L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita Book Cover L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita
Alessandro D'Avenia
Fiction
2016
209

Sinossi:

"Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?" Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l'Islandese... Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?

Alessandro D’Avenia rilegge Giacomo Leopardi nel romanzo-saggio “L’arte di essere fragili”, alla ricerca del senso della vita

Dopo il successo di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Alessandro D’Avenia torna in libreria con “L’arte di essere fragili”, un libro particolare e fuori dagli schemi che ci pone di fronte a tante domande importanti e ad una risposta: Giacomo Leopardi.

Il poeta di Recanati, per anni identificato come pessimista, in realtà non era il ragazzo triste e sempre preso dagli studi che ci è stato raccontato. Secondo D’Avenia invece era un giovane affamato di vita e di felicità, disposto a tutto pur di inseguire le sue passioni, nonostante l’indifferenza che lo circondava. Nella sua esistenza lo scrittore ha rinvenuto un’energia vitale e una voglia di provocare e vivere così forte da innalzare il poeta a suo punto di riferimento per comprendere il mondo, ma soprattutto gli adolescenti di oggi.

Ed è così che gli scritti di Leopardi, le sue poesie e le riflessioni, divengono uno spunto per rispondere alle domande che da tanti anni D’Avenia, professore di liceo, si pone e si sente fare dai suoi studenti, tutti alla ricerca della felicità e del senso della vita. Interrogativi, i suoi, che non hanno risposte semplici, ma che si ritrovano nei personaggi di Leopardi, in grado di divenire una bussola per orientarsi e trovare la soluzione all’enigma.

Il romanzo è diviso in quattro sezioni – “Adolescenza o l’arte di sperare”, “Maturità o l’arte di morire”, “Riparazione o l’arte di essere fragili”, “Morire o l’arte di rinascere” – nelle quali D’Avenia ripercorre la vita di Leopardi e nel contempo si interroga sui quesiti del nostro tempo. L’autore ci porta alla scoperta dei giovani con cui si confronta ogni giorno, con le loro domande, infarcendo la narrazione con citazioni colte non solo leopardiane e aneddoti della sua vita. Pagina dopo pagina Giacomo Leopardi diventa un amico fidato a cui rivolgersi, confidandogli le proprie paure, i pensieri più segreti e gli interrogativi. Ogni volta il poeta è in grado di risvegliare curiosità e stupore, insegnando al lettore cosa significa godere delle meraviglie dell’esistenza e afferrare la felicità ogni giorno, tenendola stretta.

Caro Giacomo, tu mi hai mostrato l’essenza dell’adolescenza, raccontandomi la tua. Mi hai fatto conoscere il coraggio che ci vuole per acconsentire al fatto di essere nati, per accordare consenso all’assoluto involontario di essere qui, soprattutto quando se ne vive la fragilità.

Perché il segreto di tutto, forse, si nasconde proprio in quelle piccole cose, che ci fanno ridere, vivere e venire voglia di amare. Con la consapevolezza che l’unico modo per sopravvivere è imparare “l’arte di essere fragili” abbracciando le nostre debolezze e imparando a svilupparle, proteggerle e curarle.

In Pillole

Riflessivo
Coinvolgente
Carezzevole

 


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