“Pulp” di Charles Bukowski – un giallo surreale e divertentissimo

“Pulp” di Charles Bukowski – un giallo surreale e divertentissimo

Pulp. Una storia del XX secolo Book Cover Pulp. Una storia del XX secolo
Charles Bukowski
Fiction
2013-01

Pulp è l’ultimo romanzo scritto da Charles Bukowski. Fu pubblicato nel 1994, dopo la sua morte, e di morte, in questo libro, se ne parla davvero tanto. La morte è una signora, anzi una bambolona, che gli commissiona un caso, ma è anche la linea guida di questo libro. Di morte, insomma, ce n’è proprio tanta, forse proprio perché lo scrittore iniziava a tastarla, come si fa con il culo di una bella donna. Diciamo che, rispetto ad altri suoi libri, in questo ho notato un tono più mesto, sconfitto, stanco…arreso, sia nei confronti della vita che della società.

…cominciai a lavarmi i denti. Denti. Che cazzo di cose erano. Dovevamo mangiare. E mangiare e mangiare ancora. Eravamo tutti esseri disgustosi, destinati ai nostri miseri compitini. Mangiare, scorreggiare, grattarsi, sorridere e festeggiare ricorrenze.

Parole che mozzano il respiro perché tremendamente vere. Però, fortunatamente, Charles Bukowski non ci dona solo pillole amare, è buono con noi, perché dissemina questo spassosissimo noir di spruzzate tragicomiche. Ad iniziare dai casi che vengono assegnati al protagonista, Nick Belane il “detective più dritto di Los Angeles” (così si definisce lui); cercare una persona scampata alla Signora Morte, cacciare dalla terra un’aliena alquanto attraente ma cattivissima,“inchiodare il culo” ad una moglie poco fedele e trovare il Passero Rosso.

Pulp è un’irresistibile mix di malinconiche riflessioni esistenziali e ironiche situazioni paradossali.

Charles Bukowski questa volta non usa il suo fedele Henry Chinaski come alter-ego, bensì Nick Belane; alcolizzato, squattrinato, dedito al gioco ed al sesso facile. È sempre lui quindi, solo che porta una pistola e prende 6 dollari l’ora per investigare sui suoi casi impossibili.

Non sapevo cosa fare. La prossima mossa toccava a me. E il tempo scorreva veloce. Ma vaffanculo! Presi dal cassetto la bottiglia di vodka. Era ora di pranzo.

E ancora…

Presi un altro sorso di sake. Stavo ritornando in me. O fuori di me. Poche balle. Ero Nick Belane, il superinvestigatore.

In conclusione, il nostro caro Nick, tra una scazzotata e l’altra, alieni che cercano di farlo fuori e la morte che gli sta sempre alle calcagna, riuscirà a venire a capo delle sue strambe indagini. L’ultimo suo incarico, trovare il Passero Rosso, lo risolverà verso la fine del libro e vedrete che, seppur amaro, non mancherà il colpo di scena.

Chiudo con una citazione che credo riassuma non solo Pulp ma anche la vita, nel senso più ampio del termine:

Si vive una sola volta, giusto? Be’, tutti tranne Lazzaro. Che coglione, gli è toccato morire due volte. Ma io ero Nick Belane. Si monta sulla giostra una sola volta. La vita è degli audaci!

 

P. S. di frasi che meritano in questi libro ce ne sono davvero tante, lo dovrei riscrivere tutto per potervele far leggere (quindi fate prima a comprarlo, se vi interessa: Amazon)

In Pillole

Humor
Originalità
Coinvolgimento

 


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