Preghiera del mare; di Khaled Hosseini

Preghiera del mare; di Khaled Hosseini

Preghiera del mare Book Cover Preghiera del mare
Khaled Hosseini
SEM
03/09/2018
56

Sinossi 

"Mio caro Marwan..." È l'inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano "lingue che non conosciamo". I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove "nessuno ci ha invitato", dove chi la abita ci ha detto di "portare altrove le nostre disgrazie". Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d'amore e nelle parole che la compongono c'è la vita. Speranza e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

Khaled Hosseini, famoso ormai in tutto il mondo per i suoi romanzi “Il cacciatore di aquiloni”, “Mille splendidi soli” e “E l’eco rispose” torna alla ribalta con questo breve libretto intitolato “Preghiera del mare”.

In poche righe, come solo un vero maestro della poesia sa fare, Khaled Hosseini descrive la triste situazione attuale in cui si trovano intere popolazioni.

Attraverso gli occhi di un padre viviamo in prima persona la tragica realtà dei migranti.

Scritto sotto forma di lettera, Preghiera del mare racconta di un papà come ce ne sono molti che, una notte, si ritrova con la sua famiglia su una spiaggia fredda e umida.

Attorno a loro altre famiglie nella stessa situazione stanno aspettando l’arrivo di un barcone per fuggire.

Con poche semplici parole, vibranti di emozione, il padre intesse un dialogo interiore con il figlio, mentre lo guarda dormire. Gli descrive le bellezze della loro terra prima che guerre e devastazioni la deturpassero a tal punto da renderla irriconoscibile perfino ai suoi occhi.

Vorrei che anche tu ricordassi Homs come la ricordo io, Marwan. Nella Città Vecchia, sempre piena di trambusto, c’era una moschea per noi musulmani, una chiesa per i nostri vicini cristiani e un grande suk dove contrattare su tutto. Ciondoli d’oro, prodotti freschi, abiti da sposa […]

Ma quella vita, quel tempo, ora sembra un sogno persino a me, come un brusio che svanisce in lontananza.

Mette in risalto come è cambiata la vita negli ultimi anni e il perché sono costretti a fuggire, quasi come se chiedesse scusa a suo figlio per non essere in grado di proteggerlo.

Perché è questo che un buon genitore deve saper fare a dispetto di tutto e di tutti: far sentire il proprio bambino al sicuro, proteggerlo da ogni pericolo, reale o immaginario. Ma purtroppo a volte la volontà non basta.

E allora cosa resta ad un padre e ad una madre? La fede e la speranza che fanno affiorare questa splendida preghiera al mare, immenso e volubile, indifferente alle sorti degli esseri umani.

Marwan, tua madre è qui con noi questa notte, su questa spiaggia fredda, illuminata dalla luna […]Siamo alla ricerca di una nuova patria. Mi hanno detto che non siamo i benvenuti, che nessuno ci ha invitato, che dovremmo portare altrove le nostre disgrazie. […]

Ti ho detto: “Dammi la mano. Non ti succederà niente di male.” Sono solo parola, l’espediente di un padre. La fiducia che riponi in me mi strazia.

Perché questa notte riesco solo a pensare a quanto è profondo il mare, a quanto è vasto e indifferente.

E a come sono impotente io, incapace di proteggerti.

Poche parole, semplici e spontanee, per chiedere al mare di assicurare a lui e al suo bambino, che riposa sereno tra le sue braccia, una traversata tranquilla e sicura verso una terra che, benché ostile, rappresenta comunque una nuova rinascita, la possibilità di una nuova vita.

Preghiera del mare è un vero capolavoro, non solo per le parole ma anche per le immagini che lo accompagnano.

Disegni a colori, sfumati, che “parlano” della tragedia di un popolo: le tinte pastello della prima parte conferiscono un’aura di tranquillità e di sogno e si fanno man mano più pesanti e cupe echeggiando la storia raccontata a parole.

Khaled Hosseini con “Preghiera del mare”, pubblicato dalla casa editrice SEM, fa omaggio al piccolo Alan Kurdi, il bimbo di tre anni di origine siriana affogato nel 2015 durante uno dei tanti “viaggi della speranza” divenuto l’emblema della crisi europea dei migranti.

Il ricavato derivante dalla vendita verrà devoluto all’UNHCR e alla Fondazione Khaled Hosseini per aiutare i rifugiati di ogni Paese.

Questo piccolo capolavoro, così toccante e delicato, è accompagnato da una prefazione di Roberto Saviano che con il suo tipico stile arriva al nocciolo della questione: affinché le cose cambino dovremmo capire che l’umanità è una e sola, prevaricare il concetto di nazione e di razza, riappropriarci della solidarietà, quella concreta e vera ed imparare che l’empatia è un valore e non una debolezza.

Volete leggere altri post della nostra blogger Nadilla? Allora vi invitiamo a proseguire la lettura con “Il Marchio” di Mariella Mehr. 🙂

In pillole

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Toccante

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