Maurizio Savini; dal chewing-gum alle opere d’arte

Maurizio Savini; dal chewing-gum alle opere d’arte

Maurizio Savini, lo scultore eclettico che ritrae il mondo con il chewing-gum rosa

L’arte come sappiamo, ha sempre fatto uso dei materiali più disparati per avere un impatto maggiore nel pubblico. Nel corso del Novecento si è iniziato a fare utilizzo di prodotti sempre più particolari per sfruttare al meglio l’inventiva e la creatività. Maurizio Savini, artista eclettico ormai tra i più famosi è stato capace di utilizzare in modo sublime il suo materiale distintivo per eccellenza il chewin-gum rosa e creare dei veri e propri capolavori.

L’artista attraverso i suoi lavori riesce a trasmette al pubblico messaggi importanti su tematiche politiche e sociali; le sue opere hanno una forza estetica unica. La ricchezza di contenuti dei soggetti scelti da Savini spazia tra realismo e surrealismo. E non è casuale che tra questi ci siano proprio gli animali. L’effetto è deflagrante e di fortissimo impatto emotivo e visivo.

Il chewin-gum viene applicato da Savini come fosse un mosaico, pezzo dopo pezzo, fino a ricoprire la sottostante struttura in vetroresina. L’opera è poi completata con uno strato di paraloid, sostanza generalmente usata come consolidante per le pitture murali.

Come trasformare le gomme da masticare in opere d’arte

Maurizio Savini è nato nel 1962 a Roma e dopo aver frequentato la facoltà di Architettura a La Sapienza, diventa assiduo frequentatore della scena artistica italiana, iniziando negli anni Novanta a creare le sue scultura con il chewin-gum rosa. L’utilizzo di un materiale usa e getta, commestibile ma allo stesso tempo, in maniera così contraddittoria, simbolo della produzione industriale, ha un gusto chiaramente Pop; il realismo delle immagini e la tecnica del mosaico crea un contrasto unico.

Dopo anni in cui Savini ha utilizzato come soggetti esseri umani oppure oggetti di uso comune; ha deciso di concentrarsi esclusivamente sugli animali, alcuni in via di estinzione, che portano a riflettere sulle sorti dell’ecologia. Riflessione che enfatizza il parallelismo tra il materiale profumato utilizzato per le sculture destinato a deteriorarsi e l’estinzione di alcune razze.

MaurizioSavini-OrsoIn conclusione, a giudizio di chi scrive, l’artista utilizzando un materiale usa e getta come la gomma arabica, vuole far riflettere su come il nostro tempo sia caratterizzato e dominato da dicotomie continue, come due rette che sono destinate a non incontrarsi mai pur viaggiando parallele. Qui risiede la genialità di Savini, che sembra voler invitare con le sue opere il genere umano a meditare e a cercare di superare quelle dicotomie che avvelenano l’umanità. Come suggerisce l’orso che guarda dallo spioncino, tra la serietà del tema e l’ironia determinata da un materiale così effimero e profumato come la gomma da masticare, sembra proprio che per l’uomo, il più delle volte riflettere sia solo facoltativo.

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