Il ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck realizzato nel 1434

Il ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck realizzato nel 1434

Il ritratto dei coniugi Arnolfini del pittore fiammingo Jan Van Eyck

Quante volte vi sarà capitato di ritrovare il vostro cucciolo intrufolato in una situazione in cui non era richiesta la sua presenza? In questo quadro piuttosto serioso, un cagnolino sembra sbucare all’improvviso tra i due padroni, dando così al dipinto una nota di allegria.

Il ritratto dei coniugi ArnolfiniVivace, attento e curioso come tutti i nostri cani quando in un contesto familiare scrutano qualcosa di nuovo, questo grifone di Bruxelles discende dal terrier delle Fiandre. Si tratta di una razza che veniva addestrata per la cattura dei topi e simboleggia, in questo caso, oltre alla fedeltà della coppia, anche la ricchezza. A quell’epoca infatti (XV sec.), possedere un animale domestico era un vero e proprio lusso.

Ricchissimi erano i due personaggi rappresentati: mercanti di tessuti di Lucca, splendidamente abbigliati. All’interno della loro sontuosa stanza da letto Van Eyck dipinge una straordinaria varietà di dettagli e diverse curiosità, usando un linguaggio iconografico particolare.

Ad esempio, il candelabro a più fiamme, che però ha una sola candela accesa (simbolo dell’amore), rappresenta un’usanza tipica delle Fiandre nel primo giorno di nozze. Se volgiamo poi lo sguardo alla sinistra del quadro, notiamo delle arance sopra un tavolo: all’epoca considerate una prelibatezza rara (anch’esse simbolo d’amore), erano raccomandate dai medici contro la peste. Al centro del dipinto si possono poi notare i sandali rossi sul pavimento che, a quel tempo, erano molto di moda e facevano parte del corredo delle donne benestanti.

il ritratto dei coniugi ArnolfiniMa l’elemento che, oltre a confermare l’elevatezza del loro status sociale, è anche il fulcro di tutto il quadro è lo specchio dietro ai due sposi, che riflette l’intera immagine e ci fa scoprire altre due persone presenti nella stanza, una delle quali è lo stesso pittore. Gli specchi di vetro erano infatti un elemento domestico raro, solo per pochi privilegiati. Sopra di esso troviamo la firma dell’artista con la scritta “Johannes Van Eyck fuit hic” (“Jan Van Eyck fu qui”).

Siete dei veri lettori appassionati d’arte? Se volete proseguire la lettura sul blog, vi suggerisco questo post 🙂


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