I gatti nella letteratura: da Hemingway a Bukowski

I gatti nella letteratura: da Hemingway a Bukowski

Sono tantissimi i romanzi e i racconti che hanno come protagonisti i gatti. E non pochi scrittori sono stati dei gattofili: da Hemingway a Chandler, da Kerouac a Bukowski. Scopriamoli insieme!

I gatti nella letteratura li troviamo sin dall’antichità. Allora come oggi restano gli animali più amati in assoluto. L’avresti detto che anche lui era un “gatto-dipendente”? Ma chi? Hemingway?

Il celebre scrittore americano Ernest Hemingway amava contornarsi da intere colonie di gatti, il più conosciuto dei quali era Snowball. I cinquantatré pronipoti del celebre felino sono diventati una vera e propria attrazione turistica per i visitatori della casa-museo dell’autore de “Il vecchio e il mare” a Key West in Florida.

Altri scrittori famosi hanno dedicato al gatto romanzi e racconti, come Hippolyte Taine, Émile Zola, Howard Phillips Lovecraft, per citarne solo alcuni. Libri che hanno come protagonista il gatto si trovano nei cataloghi di quasi tutte le case editrici. Murgia ha creato addirittura una collana ad hoc, denominata Felinamente & C.. Comprende un centinaio di titoli, fra i quali si trovano manuali di vita con i gatti, ma anche piccoli capolavori della letteratura come “Il gatto che se ne andava da solo” di Rudyard Kipling, “Vite di due gatte” di Pierre Loti, “Misti” di Guy de Maupassant e il celeberrimo “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe.

Un altro delizioso capolavoro sul gatto narrato in prima persona è “Vita e opinioni filosofiche di un gatto” di Hippolyte Taine, filosofo, storico e critico letterario francese dell’Ottocento. Con uno stile asciutto e poetico il racconto di Taine si offre al lettore come un doppio ritratto del gatto e della natura, a cui fanno da contraltare le imperfezioni dell’essere umano.

Sono nato in una botte, in fondo a un fienile; la luce cadeva sulle mie palpebre chiuse in modo che, nei primi otto giorni, tutto mi parve rosa.

I gatti nella letteratura; a ognuno il suo gatto!

i gatti nella letteraturaSono molti i gatti che sono passati alla storia per aver vissuto accanto a scrittori famosi. Raymond Chandler, autore del fortunatissimo personaggio dell’investigatore Marlowe, era solito definire il suo gatto Taki  “Il mio segretario personale”. Minou era la gatta di George Sand, Canonico si chiamava il gatto di Victor Hugo. Come poteva chiamarsi il gatto di George Bernard Shaw? Ovviamente Pigmalion, dal titolo di una sua celebre opera. E ancora, Factotum quello di Charles Bukowski, Minna la Siamese era il nome della gatta di Elsa Morante mentre Bosch e Tommy quelli dei gatti di Anna Frannk.

Anche lo scrittore di fantascienza e horror Howard Phillips Lovecraft è stato un grande amante dei gatti, tanto da dedicare loro più di una sua opera. Il breve racconto “I gatti di Ulthar” narra di misteriose vicende che si svolgono in una immaginaria cittadina.

Si dice che a Ulthar, oltre il fiume Skai, non si possono uccidere i gatti, e mentre guardo la bestiola accoccolata a fare le fusa davanti al caminetto, non ho nessun motivo per dubitarne.

Questa storia racconta come nel paese di Ulthar si arrivi ad emettere una legge a difesa della vita dei gatti dopo una serie di eventi drammatici e sconvolgenti. Dunque, un testo per gli amanti dei piccoli felini, ma anche per gli appassionati di Lovecraft.

Hai anche tu una storia o un libro da raccontare sui nostri amici gatti? Scrivici una email! Se invece sei alla ricerca di altri libri sui piccoli felini ti consigliamo di proseguire la navigazione con la lettura di “Catsass” di Claude Combacau. Buon proseguimento su Letto da Noi 😉

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