NOSTALGIA DEL SANGUE DI DARIO CORRENTI

NOSTALGIA DEL SANGUE DI DARIO CORRENTI

Nostalgia del sangue Book Cover Nostalgia del sangue
Dario Correnti
Giunti
17/01/2018
535

Sinossi

Certe mostruosità possono maturare solo in posti così: una provincia del nord Italia, dove soltanto pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness, dove la gente abita in villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con i ninnoli in cristallo, dove riservatezza è il nome che si attribuisce a un'omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia. Gli stessi luoghi che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzeni, il "vampiro di Bottanuco", il primo serial killer italiano, studiato da Lombroso con la minuzia farneticante che caratterizzava la scienza di fine Ottocento e aggiungeva orrore all'orrore. Il serial killer che sembra citare il modus operandi di quel primo assassino non è però un giovane campagnolo con avi "cretinosi", è una mente lucidissima, affilata, che uccide con rabbia ma poi quasi si diletta, si prende gioco degli inquirenti. A raccontare ai lettori le sue imprese e, a un certo punto, a tentare in prima persona di dargli la caccia, la coppia più bella mai creata dal noir italiano: Marco Besana, un giornalista di nera alle soglie del prepensionamento, disilluso, etico e amaro come molte classiche figure della narrativa d'azione, e una giovane stagista, la ventiseienne Ilaria Piatti, detta "Piattola". Goffa, malvestita, senza neppure un corteggiatore, priva di protezioni, traumatizzata da un dolore che l'ha segnata nell'infanzia e non potrà abbandonarla mai, eppure intelligentissima, intuitiva, veramente dotata per un mestiere in cui molti vanno avanti con tutt'altri mezzi, Ilaria è il personaggio del quale ogni lettrice e lettore si innamorerà. Un uomo anziano e una ragazza rappresentanti emblematici delle due categorie più deboli della società italiana di oggi, uniscono la loro fragilità e le loro impensabili risorse per raccogliere la sfida lanciata dal male.

Nostalgia del sangue: un thriller mozzafiato scritto da due autori che si servono dello pseudonimo Dario Correnti.

Nostalgia del sangue (Giunti Editore) è un thriller ambientato nella Bergamasca dei giorni nostri dove si stanno verificando una serie di femminicidi. Le donne assassinate non sembrano avere molte analogie in comune: differenti nell’aspetto fisico, diverse nei dati anagrafici e nell’estrazione sociale. Eppure qualcosa sembra collegarle. O almeno è di questo avviso il giornalista di cronaca nera Marco Besana, punta di un noto quotidiano nazionale.

Il cronista dal fiuto infallibile si lancia nella ricerca di elementi che possano corroborare la sua ipotesi. Besana è tristemente conscio che questa sarà con ogni probabilità la sua ultima indagine. Del resto l’età e le condizioni critiche della testata giornalistica per cui lavora non lasciano presagire nulla di diverso da un suo prepensionamento.

Inaspettatamente, la svolta arriva ad opera di “Piattola” Piatti Ilaria, una stagista a cui il giornale non vuole proporre un contratto: pare che i delitti si ispirino ad una serie di omicidi dell’Ottocento il cui autore, Vincenzo Verzeni, abitava proprio in uno dei paesi della valle bergamasca.

Dario Correnti crea un’insolita coppia, Besana-Piatti, che grazie alle doti deduttive, alla capacità di analisi e alla loro perseveranza riusciranno con tenacia e pazienza a trovare il serial-killer e a consegnarlo alla giustizia.

Nostalgia del sangue è un libro da leggere tutto d’un fiato. Appassionate, coinvolgente, con uno stile narrativo contemporaneo e una scrittura vivace e limpida. I due autori, sotto lo pseudonimo di Dario Correnti, scelgono volutamente un protagonista vecchio, cinico, disilluso con un grande attaccamento al lavoro, quasi una sorta di venerazione, con un matrimonio fallito alle spalle e nessuna prospettiva sentimentale decente per il futuro.

Besana è un uomo di grande esperienza, che si lascia guidare dall’intuito, apparentemente rude e antipatico. In poche parole è il classico anti-eroe tipico di tutto un filone letterario e cinematografico a noi contemporaneo.

Il colpo di genio è l’affiancargli la giovane Ilaria Piatti, ventiseienne schiva, goffa e con un passato traumatico alle spalle. La “Piattola” in qualche modo fa da contraltare a Besana: ingenua ma già macchiata dal male, incrollabile nelle sue convinzioni, intelligentissima e a volte folle e spericolata.

La trama che potrebbe sembrare trita e ritrita viene in questo modo bilanciata dal carattere dei due personaggi, sulle cui spalle giace il peso dell’intera narrazione.

Besana ha trovato il suo successore: ma ci sarà davvero il passaggio del testimone?

“Piatti, sta dormendo?”

“No, sto pensando a tutti i casi che ha seguito. Per me è emozionante occuparmi di un serial-killer, ma lei forse è abituato”

Abituato è una parola grossa” risponde Besana, “ai serial-killer non ci si abitua mai. E poi per fortuna non capitano così spesso. Però sono casi più coinvolgenti di altri, lo ammetto. Ora che ci penso, la prima volta che mi hanno messo in prima pagina è stato proprio per un serial killer. e finirò la mia carriera con un altro serial killer, temo. Un cerchio che si chiude. Mi chiedo se avrò nostalgia del sangue, quando andrò in pensione.”

Appassionati di gialli? Vi consigliamo di dare una sbirciata a Follia maggiore di Alessandro Robecchi. 🙂

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