Mille e un libro: Francesco Cognetti, Raffaele Morelli e Paolo Isotta

Mille e un libro: Francesco Cognetti, Raffaele Morelli e Paolo Isotta

Mille e un libro: Francesco Cognetti, Raffaele Morelli e Paolo Isotta presentano i loro libri, di seguito riportiamo i video e le nostre opinioni scritte.

francesco cognettiUltimamente abbiamo avuto la fortuna di leggere il libro scritto da Francesco Cognetti e Mauro Boldrini: “Insieme contro il cancro (cliccate qui per visitare il sito ufficiale) un vero e proprio manuale salvavita. Ci è piuaciuto? Sì, molto, in quanto spiega in maniera chiara, diretta, ed incredibilmente comprensibile tutto ciò che riguarda questa devastante malattia. È otticamente ben pensato, le parti saliente saltano all’occhio mentre si sfoglia perché vengono evidenziate con colori forti, quindi è anche facile andarle a ritrovare una volta terminata la lettura. Ci è piaciuto anche il fatto che il testo sia stato diviso in tre parti, poste in maniera tale da fornire al lettore, di capitolo in capitolo, le informazioni necessarie per capire l’argomento successivo.

Abbiamo tenuto a sottolineare che si tratta di un testo che arriva subito al lettore, riporta concetti limpidi e molto utili, un libro che può interessare sia chi vuole essere di sostegno ad una persona malata di cancro sia per chi vuole saperne di più sulla prevenzione. Su quest’ultimo argomento infatti vengono dati numerosi consigli su cosa fare per prevenire, come l’importanza degli screening, stili di vita sani, cibi da evitare. Di fatti è proprio questo il tema principale che anche l’autore del libri, Francesco Cognetti, ha tenuto più volte a sottolineare: come prevenire, come far sì che la buona informazioni arrivi il più lontano possibile, e sopratutto far arrivare alle persone quanto sia importare combattere uniti per sconfiggere il cancro.

A sostegno di ciò vengono spiegate chiaramente tutte le armi che ad oggi possono salvare una vita umana, tutte le evoluzioni che sono state fatte in questo senso, ad iniziare dalla chemioterapia e come questa sia molto meno tossica di un tempo ed addirittura personalizzabile per ogni singolo paziente.

Sicuramente, come più volte viene ripetuto all’interno di questo libro, è essenziale una corretta e veloce comunicazione che sfati anche falsi miti che ancora circondano il cancro, e per farlo è importante partire dalle generazioni più giovani. Di fatti sono tante le iniziative che vengo organizzate, sopratutto nell’ambito dello sport. Tutte questi progetti ci vengono raccontati anche attraverso delle interessantissime interviste poste a fine libro, in cui partecipano attori, medici, imprenditori, politici, giornalisti, ed è proprio dalle loro parole che si evince che nella battaglia contro il cancro siamo tutti i uguali, non conta più razza, età, sesso o condizioni sociali.

Il cancro sconvolge la vita personale e professionale. Anche noi imprenditori dobbiamo impegnarci perché il cancro non si appropri della vita di chi ne è colpito. Molte evidenze scienti che ci dimostrano che il lavoro aiuta i malati di cancro a guarire e seguire meglio i trattamenti.

– Alessandro Benetton

C’è bisogno di un coinvolgimento a 360 di tutta la società, e sicuramente il libro di Francesco Cognetti può essere l’inizio di quel passaparola essenziale per far sì che la parola CANCRO non faccia più paura.

Dalla medicina siamo passate alla psicologia parlando con Raffaele Morelli del suo interessantissimo, e molto discusso, libro: La vera cura sei tu.

raffaele morelli letto da noiSimile per alcuni verso al libro di Paolo Crepet, che avevamo discusso in questa precedente puntata di Mille e un libro, ma totalmente diverso per altri. Sicuramente è un testo fuori dagli schemi, illuminante per certi aspetti.

È vero, come dice l’autore sin dalle prime pagine, che siamo tutti abituati a pensare che i nostri difetti e le nostre psicosi provengano dal passato, e di fatti eccoci tutti chini a studiare con la lente di ingrandimento il cammino che ci siamo lasciati alle spalle, senza accorgerci che se stiamo fissi a guardare indietro non ci diamo la possibilità di andare avanti. Raffaele Morelli spinge quindi a lasciarsi andare, a pensare sempre in prospettiva, a metterci in contatto con le nostre emozioni e sensazioni più profonde, ci consiglia di analizzare con meno foga ogni nostro comportamento ed ogni nostra scelta, ci sprona a fluttuare nella nostra vita, godendoci il percorso.

Prima di aprire questo libro eravamo certe che l’unico modo per comprendere il nostro comportamento fosse studiare il passato, iniziando proprio dalla famiglia. È un concetto a cui ci siamo abituati un po’ tutti, invece leggendo è accaduto qualche cosa di straordinario e molto raro; grazie a questo libro abbiamo cambiato idea, e non esiste davvero complimento più grade che si possa fare ad un’opera ed al suo autore.

Questo perché è avvenuto, perché Raffaele Morelli in maniera estremamente umana, facile da seguire, la scrittura è molto fluida, i concetti (anche quando estremamente complessi) vengono spiegati in maniera semplice riportando anche degli esempi, raccontando le storie dei suoi pazienti. È un libro che ci sentiamo di consigliare a chi è desideroso di accogliere una nuova prospettiva…per cambiare idea.

 …spiegazioni della psicologia moderna ci stanno attaccate addosso: negli ultimi cent’anni non c’è stato un individuo che non abbia creduto di essere speciale per via di ciò che ha sofferto. È un luogo comune credere che soffrire ci faccia evolvere, anche se certi dolori ci sono serviti a maturare, a diventare ciò che eravamo e che non si era ancora manifestato. Noi crediamo che la nostra identità sia il frutto di ciò che ci è capitato, gli antichi credevano, invece, di avere un destino, una strada da percorrere. Come una ghianda deve fare la sua quercia, ciascuno di noi è inserito in un processo sconosciuto, come il seme nella terra, che lo sta conducendo nel suo viaggio.

Raffaele Morelli descrive situazioni in cui tutti, chi più chi meno, ci siamo ritrovati, e tutti ci siamo posti le domande che egli riporta, appunto per questo ci sentiamo così coinvolti nella lettura, nella speranza che arrivi finalmente quella risposta tanto agognata. Arriva? Dipende se siamo disposti a fare tuto il contrario di quanto ci è stato detto fino ad ora: accanirsi per raggiungere obiettivi assurdi che ci prefissiamo da soli, cercare sempre di sempre sicuri, quasi prepotenti, vergognandoci delle nostre debolezze, tenersi dentro i propri problemi senza per forza doverne parlare con tutti, chiedere mille consigli confondendoci ancora di più le idee, preferire il silenzio alla parola. Viene addirittura consigliato di nascondersi, anche quesa è una di quelle che cose che spesso invece viene denigrata, il chiudersi in se stessi invece in questo caso viene consigliato per mettersi in contatto con il proprio IO interiore.

Lasciandoci alle spalle la psicologia, siamo passate all’incantevole libro di Paolo Isotta, un vero e proprio arricchimento culturale per ogni lettore; una raccolta di citazioni, poesie e musica.

paolo isotta letto da noiIl canto degli animali” di Paolo Isotta è senz’altro un libro per persone curiose e fameliche di cultura. Non vi è una vera e propria trama, si tratta più di un excursus dove l’autore si prende la libertà di spaziare e dire ciò che pensa. Bisogna avere il coraggio di seguire l’autore nel suo lussureggiante ed ozioso cammino tra mitologia antica, filosofia, letteratura musica e poesia, senza farsi troppe domande, facendosi arricchire dalle infinite nozioni dell’autore. A proposito di ciò, mi sento di consigliare questo libro sopratutto a chi è già in possesso di una solida base classica in quanto alcuni passaggi sicuramente rimarranno più facili da comprendere e per cogliere con più velocità i vari riferimenti riportati dall’autore. Però ci tengo a specificare che non è imprescindibile in quanto i personaggi che vengono nominati sono più che noti come Virgilio e Ovidio, ma non solo. Paolo Isotta non spazia solo tra diverse tematiche ma anche nel tempo, quindi possiamo passare con facilità da Sofocle a Collodi, da Fedro ed Esopo e le loro favole dal contenuto morale alla scienza di Darwin per poi magari ripassare al Piccolo Principe con facilità perché il tutto è egregiamente unito da un solido filo logico. Leggere questo libro per me è stato un modo per rinfrescare nozioni che avevo appreso nel periodo scolastico e che ne “Il canto degli animali” hanno acquistato spessore e profondità.

Dopo poche pagine la tematica principale risulta subito chiara; ovvero far comprendere alle persone quanto l’uomo e l’animale siano primordialmente connessi da sempre, fratelli nell’anima (almeno questo è ciò che è arrivato a me) ed appunto per questo sono alla base della nostra arte, scisso da essi l’uomo rimarrebbe triste solo ed alquanto patetico. Per questo Paolo Isotta spazia tanto tra  musica, letteratura ed arte, a supporto di questo argomento. In questo riesce alla perfezione, sia tramite dei ragionamenti logici e scientifici che accompagnano e supportano le citazioni riportate dall’autore, è un vero e proprio inno alla vita ed alla musica.

La ricerca scientifica più recente conclude che per gli uccelli il canto è linguaggio che serve a comunicare necessità: ed è il caso della riproduzione o dell’invocazione d’aiuto; e a comunicare informazioni. Ma pare che gli uccelli cantino anche per mero piacere, del canto dilettandosi. Se così fosse, i miti più anti- chi si colorerebbero di nuova luce e le precedenti mie righe sarebbero con minor forza fondate. L’origine dell’arte quale godimento estetico è dunque inscritta in leggi della natura che hanno milioni di anni; e sin da quando l’uomo non esisteva la musica possiede una duplice natura.

È un libro erudito ma non per questo faticoso da leggere, anzi, pagina dopo pagina ci si sente arricchiti sia in nozioni che in vocabolario. Scorre dolcemente, musicalmente, quasi fosse il libro stesso uno spartito, e le parole di Paolo Isotta le note musicali con le quali comunica con il lettore. Trattandosi di un testo molto ricco, trovo che vada letto con calma, avendone rispetto, dedicandogli il giusto tempo, non è di certo di quei libri che possono essere letti di fretta sull’autobus o in spiaggia sotto il sole. Ci vuole silenzio e la giusta concentrazione, sia per rispetto verso il contenuto sia per assimilare e far propri i concetti che vengono esposti.

Un libro da tenere sul proprio comodino sia per persone che sono già in possesso dell’animo sensibile che serve per capire appieno le tematiche proposte, sia per chi è desideroso di intraprendere un interessantissimo viaggio nel tempo e nella storia.

Se volete continuare a navigare sul nostro blog e siete alla ricerca di altre puntate di “Mille e un libro” vi consigliamo di visitare la nostra sezione dedicata qui. Grazie per la visita e buona lettura! 🙂


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