Mille e un libro: Solenghi, Todini, Crepet

Mille e un libro: Solenghi, Todini, Crepet

Mille e un libro: Letto da Noi è stato invitato a partecipare al programma culturale di Gigi Marzullo, di seguito riportiamo i libri citati in trasmissione con le nostre impressioni e commenti.

Cari lettori, in questo articolo vi parleremo dei tre libri discussi durante la trasmissione Mille e un libro a cui abbiamo partecipato in veste di critiche letterarie (su Raiplay potete vedere tutte le puntate del programma). I tre testi presi in analisi sono “Bevi qualcosa, Pedro!” di Tullio Solenghi, “Costruirò le strade del mondo” a cura di Anna Mossuto ed infine “Il Coraggio” di Paolo Crepet.

Innanzi tutto non possiamo continuare senza dirvi quanto è stato affascinante ed emozionante avere la possibilità di potersi confrontare faccia a faccia non solo con gli autori dei libri in questione ma anche con altri critici. Un’emozione realmente inebriante, sia a livello umano che formativo; un arricchimento culturale che ci ha piacevolmente stordite ben più delle intense luci delle telecamere. Detto ciò, dato che siamo qui per parlare di libri, facciamolo!

tullio solenghi bevi qualcosa pedroIniziamo con l’autobiografia di Tullio Solenghi: Bevi qualcosa, Pedro!

Per gli appassionati del mitico Trio non sarà difficile collegare il titolo ad uno dei loro famosi sketch in cui facevano il verso alle barbose e ripetitive soap opera spagnole degli anni 90′.

Come prima cosa ci teniamo a dire che spesso vi ritroverete a ridere da soli leggendolo, proprio come è successo a noi. Eppure, nonostante le numerose risate, in questo testo vige un perfetto equilibrio tra il dolce e l’amaro della vita.

È spesso irriverente, e per questo conquista sin dalle prime righe, in quella che l’autore definisce un’autoprefazione. Tullio Solenghi prosegue poi con toni sempre più i brillanti nel raccontare la sua vita dall’infanzia all’età adulta, descritta con uno spirito veramente contagioso.

Azzeccatissima l’idea di movimentare il testo con la trascrizione di lettere, elenchi, dialoghi, freddure e divagazioni, come: Cose che rivorrei indietro:

Il gelato solo d’estate:

Prima ancora della stagionalità dei cibi, io pretendo che si torni alla stagionalità del gelato. Il gelato d’inverno è blasfemo, è come la polenta a Ferragosto!

 

Il rullino fotografico:

Non se ne può più di istantanee ogni secondo! L’infernale telefonino ormai documenta ogni respiro, ogni gesto, ogni caccola della nostra vita.

 

La vespa e la lambretta da guidare capelli al vento:

Rimpiango i capelli al vento di quel procedere brontoloso senza l’assillo del pericolo incombente, della tragedia dietro l’angolo che, con la disumanizzazione dei mezzi attuali, frecce rombanti quasi fossero sempre pronti al decollo, ha reso il casco un corredo essenziale. D’altra parte, allora, un film come Vacanze romane, tutti e due con il casco, non sarebbe neanche uscito nelle sale…

Che dire poi del favoloso lo Scurriculum, vi garantiamo che vi troverete a rileggerlo più e più volte:

Tullio Solenghi nasce dalla penna di Forattini nei primi anni Cinquanta. Il vignettista cede il bozzetto a un falegname di Collodi di nome Aiazzone, che ne ricava un burattino di legno e una cucina in faggio modello Vecchio Tirolo. Strofinando i fornelli della cucina, appare il genio della lampada, Daniele Piombi, che esaudisce il suo desiderio di approdare al Paese dei balocchi, la Rai Tv. Qui il nostro debutta come addetto ai bollini-mensa. Di sera frequenta un corso di mimo per corrispondenza, di giorno lavora come controfigura nei cartoni animati, sarà lui a girare le scene più rischiose di Pippo alle Olimpiadi…

Semplicemente epico l’elenco dei film anni 60 passati nelle sale d’essai, con annesso giudizio “in pallini” che stanno per cogl***i.

La ricotta di Pier Paolo Pasolini.
Recita parrocchiale sgangherata e inutile sul sofferto consumo di un latticino. Giudizio: Quattro coglioni.

L’anno scorso a Marienbad di Alain Resnais.
Film sperimentale calato in un labirinto di noia da eccessi suicidi, appena uscì si consigliò a Resnais la successiva sperimentazione: zappa e aratro. Giudizio: Sei coglioni francesi, i più dotati.

Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini.
Come mortificare il talento del più grande attore comico del cinema italiano, l’insuperabile Totò, immergendolo in una rarefazione che sconfina inesorabilmente verso l’insipienza e mettendogli accanto un attonito Ninetto Davoli, che pare emergere dalla trasteverina “Festa de Noantri”. Giudizio: coglioni a strafottere.

Tutto ciò, come potrete notare, rende l’autobiografia di Tullio Solenghi decisamente diversa dalle altre. In sintesi è un libro che riassume alla perfezione in motivo per cui il mitico Trio ha avuto successo: regalavano al loro pubblico una comicità elegantissima, studiata, mai sguaiata e scurrile, ma perfettamente equilibrata. Ed è anche il motivo per cui questo libro ci è piaciuto, si potrebbe infatti racchiudere in una sezione aurea in cui esiste un equilibrio perfetto tra la sapidità di un umorismo vivo e l’amarezza della vita reale, l’una essenziale per potersi godere appieno l’altra. 

Commuovente, delicato e degno di nota  il finale, dolcemente dedicato all’indimenticabile Anna Marchesini.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare durante la trasmissione Mille e un Libro, ci sentiamo di consigliare questo testo a chi vuole perdersi in mille risate ripercorrendo non solo la vita di un grande attore ma anche per scoprire i numerosi retroscena del Trio; un gruppo unico e (purtroppo) irripetibile.

 

Mille e un libro: la trasmissione è proseguita con l’arrivo in sala di Luisa Todini per parlare del libro dedicato al padre, Franco Todini.

franco todiniNon conoscevamo la storia di questo grande imprenditore prima di incominciare la lettura di questo libro. Ammettiamo di essere partite un po’ rigide, perché addentrarsi nella vita di una persona che non si conosce può lasciare perplessi (anche se lo si fa solamente tramite un libro). Eppure, nonostante tutto, possiamo dire che la lettura è stata sia piacevole che formativa.

Attraverso le affascinanti testimonianze di tutte le persone che hanno conosciuto Franco Todini e che hanno partecipato alla creazione di questo testo, parte un interessantissimo viaggio attraverso l’Italia degli anni 40 fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ci siamo trovate innanzi un libro ben strutturato, molto scorrevole, che tramite testimonianze, interviste e foto riesce ad accendere l’interesse del lettore coinvolgendolo a 360 gradi.

Quando nella metà degli anni ’50 comprò al Consorzio Agrario il suo primo trattore, grazie anche alla fiducia di molte persone che vedevano in lui un giovane coraggioso e promettente, Franco non pensava certo che nell’arco di 35 anni sarebbe diventato il leader di un gruppo finanziario capace di controllare oltre 35 holdings in quasi tutti i settori dell’economia con più di tremila dipendenti. Quelle 700.000 lire di cambiali necessarie all’acquisto del macchinario rappresentavano un simbolo: Franco voleva crescere e in fretta, quindi lavorava duramente e con onestà rispettando sempre compiti e scadenze.

– Anna Mossuto

La cosa che più ci ha stupite è stata leggere interviste di tante persone diverse e scoprire che tutti, a partire da chi lo ha conosciuto intimamente, come la moglie ed i figli, fino ad arrivare alle persone che lo hanno incontrato anche solo per una colazione, come Stefania Craxi, concordano sul fatto che fosse una persona umile, generosa, corretta ed intelligente.

Ho il ricordo di alcune colazioni all’Hotel Raphael e della bella amicizia che lo legò a mio padre. Ciò che li legava era una bella amicizia tra uomini, franca e solidale, un sentimento fraterno che ancora oggi lega me e Luisa. Erano due uomini grandi e semplici al tempo stesso. Trapelava in loro l’orgoglio delle cose realizzate e la volontà di conquista e l’entusiasmo per quelle che avrebbero voluto realizzare.

– Stefania Craxi

Uno dei modi migliori, ed anche più affascinanti, che ci possa esser per crescere è incontrare persone speciali che attraverso la loro vita ci regalano le loro esperienze e ci trasmettono qualcosa di importante. Non sempre purtroppo si ha la fortuna di incontrarle ma, come in questo caso, i libri corrono in nostro aiuto regalandoci comunque parte della loro esistenza, anche se non sono più qui.

Piacevole oltremodo è stato potersi confrontare con la figlia, Luisa Todini, presente durante il programma Mille e un Libro. Con le sue belle parole ha saputo regalare un ritratto toccante del padre, e con la sua elegante e raffinata presenza ha dimostrato di essere nient’altro se non il perfetto risultato di una figlia cresciuta accanto ad un grande uomo.

Ci sentiamo di cosigliare questa lettura a chi vuole conoscere ed imparare da un affermato imprenditore ma anche a chi è curioso di dare un’occhiata all’Italia degli anni passati.

 

Mille e un libro: l’ultimo intervento è stato quello di Paolo Crepet, che con le sue brillanti risposte e sagaci osservazioni ha presentato il suo libro fresco di stampa “Il Coraggio”.

paolo crepet il coraggioUn testo che non solo richiede coraggio per essere scritto ma ne esige altrettanto per essere letto. Ci troviamo innanzi ad un vero e proprio manuale che, se adeguatamente assorbito e fatto proprio, potrebbe cambiare la vita delle persone in meglio. Come? Perché il coraggio viene sempre premiato, in qualsiasi ambito lo si tiri fuori; liberare il leone che è in noi non può che portare positività nella nostra vita.

È un libro intelligentemente suddiviso in capitoli che si arricchiscono l’un con l’altro, e che spaziano in mille tematiche. Uno di quelli più forti e che consigliamo a tutti i genitori di leggere è il coraggio di educare, in cui viene analizzato l’insano rapporto che si è andato a creare tra genitori e figli. Pagine d’oro che si possono riassumere con qualche brano decisamente saliente:

Offrire cose materiali, invece di confrontarsi su idee e progetti, il risultato finale è stato far assomigliare un padre o una madre a un bancomat, piuttosto che a un educatore…

In effetti, non è poi così faticoso aprire un portafoglio, soprattutto per chi ne possiede uno abbastanza fornito, così come non lo è elargire libertà inusitate e precoci…

I figli non sono meravigliose farfalle tropicali da tenere sotto una campana di vetro. Dovrebbero essere amati senza essere idolatrati: in ciò si sostanzia il coraggio di un genitore e di un maestro…

Viene analizzato poi “Il coraggio di ricominciare”, “Il coraggio di avere paura”, “Il coraggio del silenzio”, e numerosi altri argomenti che non potranno che arricchire anche il lettore più impermeabile. Certo, alcune volte verrà spontaneo pensare: facile scrivere certe cose, tutt’altro metterle in pratica. Qui possiamo riallacciarci ad un brillante pensiero a cui fa riferimento Paolo Crepet nel suo libro: 

Sono più numerose le persone che si adattano al male cronico dell’infelicità di quelle che lo vogliono combattere e sono disposte a cambiare qualsiasi cosa pur di vivere meglio.

Nessuno dice che la felicità sia terra di facile conquista, ma se esiste una fatica nella vita che vale la pena di fare è proprio quella necessaria per raggiungere tale obiettivo.

Ho pensato che questo libro potesse essere utilizzato dal lettore come un ipotetico inventario di alcune declinazioni del coraggio. L’ho concepito come un’associazione di idee, un brain-storming, un esercizio utile, credo e spero, per stimolare adulti e non ancora adulti a ritrovare la forza della sfacciataggine e la capacità di resistenza che la vita ci chiede.

– Paolo Crepet

Terminiamo il nostro articolo con la speranza (…coraggiosa) di aver stimolato a sufficienza la vostra sete di lettura, e speriamo di rivederci ancora in un’altra puntata di Mille e un Libro. 🙂

Ah, e nel caso in cui vi interessasse continuare a leggere, parlando di ultime uscite, vi proponiamo di dare una sbirciata all’ultimo libro di Patty Pravo: La cambio io la vita che.


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