Mille e un libro: Anne Riitta Ciccone, Volfango De Biasi, Francesca De Sapio

Mille e un libro: Anne Riitta Ciccone, Volfango De Biasi, Francesca De Sapio

Mille e un libro: parlando del Festival del Cinema di Berlino con Anne Riitta Ciccone, Volfango De Biasi, Francesca De Sapio.

Il Festival del cinema di Berlino è un evento che ogni anno, a febbraio, premia con l’ormai famoso “Orso d’oro” il film migliore. Per omaggiare tale avvenimento hanno preso parte a Mille e un libro tre scrittori che con il cinema hanno un rapporto speciale: Anne Riitta Ciccone, Volfango De Biasi e Francesca De Sapio.

anne riitta cicconeAnne Riitta Ciccone (anneriittaciccone.com) è una regista e sceneggiatrice nata ad Helsinki ma con un cuore tutto italiano. In questa puntata speciale di Mille e un libro ho avuto il piacere di potermi confrontare con lei parlando di I’m – Infinita come lo spazio. Dal film (qui potete vedere il trailer) girato da Anne nel 2017, è nato poi il libro. Un particolarissimo romanzo di formazione che descrive pensieri, irrequietezze ed i rapporti difficili di un’adolescente fuori dal comune.

A rendere l’idea di come sia teso il legame tra Jessica, la protagonista, e sua madre sono sopratutto i dialoghi. Quest’ultimi riguardano il modo spesso insopportabile e fatto di versetti isterici con cui la protagonista si relaziona al mondo ed in particolare modo a sua madre. Particolarmente intensi ed interessanti sono i dialoghi muti ed introspettivi. Avete presente tutte quelle cose che si vorrebbero dire ma che rimangono solo pensieri nella testa di chi li elabora? Accade spesso alla madre di Jessica che si sente inadeguata, impotente e piena di sensi di colpa, come tanti genitori. Questo muro invisibile che separa madre e figlia Anne Riitta Ciccone riesce a trasmetterlo in maniera molto spontanea e realistica. Poetiche e ricche di dettagli sono le descrizioni di persone, azioni e  contesti.

Vestirsi era il suo rituale, non si trattava semplicemente di mettere addosso degli abiti, decorare il viso con il trucco. Grazie ai suoi abiti, che perlopiù aveva imparato a farsi da sola, grazie ai colori sul suo viso non è che diventasse qualcun’altra, piuttosto tornava a essere se stessa.

A vederla da fuori le avrebbero dato definizioni come Goth, oppure Cyber Goth. Forse Punk. Gli abiti, le gonne di pizzo a balze, gli anfibi lunghi al ginocchio con le zeppe, il rossetto nero, le treccine rosse mescolate ai suoi capelli di un incredibile colore viola, il viso di porcellana quasi come quello di una Geisha caduta in disgrazia, le catene sugli strappi di un pantalone di pelle, le calze a righe nere e viola.

I personaggi di I’m – Infinita come lo spazio sono tutti ben delineati, con le loro ossessioni, le loro manie e le loro imperfezioni. Inoltre funziona bene l’idea di alternare i capitoli tra la protagonista, il suo amico di scuola Peter, e la cantante punk, Susanna, che rientra a casa sempre ad orari improbabili e condizioni pietose. Questo permette al lettore di avere un punto di vista dei vari personaggi sempre diverso e sempre più lucido mano a mano che la narrazione va avanti. Inoltre lo stile è molto fluido, diretto ma sopratutto pieno di ironia.

Jessica versò dell’acqua nella ciotola di Stronzo, il cagnetto di casa che Maria aveva tentato di chiamare Puk ma dal primo momento in cui Jessica l’aveva chiamato Stronzo, Stronzo era stato e Stronzo era rimasto.

Ciò che però rende questa storia diversa dalla maggior parte dei libri che analizzano il periodo dell’adolescenza, è una meravigliosa spolverata di fantasia che ricorda Tim Burton. Cani che parlano, conigli disegnati che prendono vita da fogli di carta, un padre assente che compare magicamente accanto a Jessica con in testa una zucca di Halloween. La nostra protagonista vive in un mondo che potrebbe essere il nostro, ma potrebbe anche trattarsi di un futuro a noi ignoto, o magari addirittura di un pianeta diverso o una dimensione parallela.

Insomma tra colpi di scena improvvisi ed imprevisti sorprendenti il coinvolgimento è assicurato (non spoilero altro). Infine mi è piaciuta l’idea di terminare il romanzo con una lettera che la protagonista non apre nonostante all’interno sia contenuta parte del suo futuro. È un finale aperto che si addice alla storia fresca e giovane creata dalla mente estrosa di Anne Riitta Ciccone. Un libro da leggere.

Dopo varie testimonianze dedicate al Festival del cinema di Berlino siamo passati al libro di Volfango De Biasi, una storia vera e commuovente.

volfango de biasiCrazy for football, scritto da Volfango de Biasi (pagina Instagram del regista) e Francesco Trento, è un libro che ho semplicemente adorato e mi è sinceramente dispiaciuto finirlo. Amo i libri tratti da storie vere, ancor di più se dotati di un bel ritmo incalzante, come in questo caso, e con dei protagonisti irresistibili dal primo all’ultimo. Capisco perfettamente la decisione presa da Volfango de Biasi, ovvero di non trarre da questa esperienza un film bensì un documentario e un libro. Degli attori avrebbero totalmente snaturato il progetto e non sarebbero mai riusciti a trasmettere le emozioni autentiche che invece investono spettatori e lettori in questo caso.

La strabiliante avventura descritta in queste pagine nasce dal sogno di uno psichiatra, ovvero utilizzare il calcio per reinserire nella società pazienti con dei gravi problemi mentali. Un sogno che è divenuto realtà, come nelle migliori fiabe a lieto fine, e da cui ha preso vita un commuovente documentario divenuto poi libro.

« Oggi quel campo e` vostro, ve lo leggo negli occhi, quel campo e` il vostro regno. Oggi dimostrerete a tutti quello che noi gia` sap- piamo, quello che vi ho detto ieri… ».

Ora l’ex pugile riporta lo sguardo sui suoi atleti, batte la mano sul petto a ognuno di loro, scandendo bene le ultime parole: « Che voi. Siete. I piu`. Forti ».

Adesso i ragazzi sono carichi a mille. Vincenzo ne afferra due sotto le sue braccia. In un attimo si riforma il cerchio. Cantatore guarda Zanchini, un momento solo, come a decidere quale sara` il coro da intonare, quale il grido di battaglia. Vincenzo lascia la scelta al mister, sorridendo.

« BRANCA BRANCA BRANCA! » grida allora Zanchini.
« LEON LEON LEON! » urlano forte gli azzurri.

Il grande merito di Crazy for Football è il riuscire a parlare di un argomento serissimo in modo ironico ma allo stesso tempo delicato, con tanti episodi esilaranti che diventano cammei di saggezza. Come viene sottolineato più volte, il calcio non cura dalla schizofrenia, non fa svanire le psicosi dando calci ad un pallone, ma sicuramente aiuta chi soffre a passare dei bei momenti socializzando, svuotando i ragazzi da quell’ansia che altrimenti li tormenta continuamente. Inoltre mi ha veramente commosso il rapporto che si crea nella squadra, fatto di rispetto reciproco e mai di compassione. Un legame sano e meraviglioso, perché non c’è niente di peggio della pena. Loro anzi, sono combattivi, parlano quando c’è da parlare, e forse è proprio questo che li aiuta più di tutto ad uscire da quella prigione che è il mondo. Le persone così dette “normali” purtroppo sono proprio quelle che puntano il dito e che, commiserando, allontanano chi ha dei problemi, accentuandoli.

Il grande miracolo descritto nel libro di Volfango De Biasi è proprio il riuscire a regalare normalità e sogni a uomini che hanno perso entrambi, questa è la dimostrazione che le persone, quando si uniscono per una nobile causa, possono veramente fare i miracoli. Concludo con una riflessione che tra l’altro viene accennata nel libro tra le righe: la gente normale si ammala di calcio, chi è malato col calcio addirittura guarisce. Viene quindi da chiedersi: chi è il vero folle?

Un libro eccezionale da leggere, da amare, per farsi trasportare, tra un risata e l’altra, in una profonda riflessione sulla mancanza di umanità che ormai regna nel nostro mondo.

Infine abbiamo avuto il piacere di confrontarci tutti con Francesca De Sapio, grande ed elegante attrice, autrice di un magnifico libro “Per ogni persona incontrata”.

francesca de sapioQuello di Francesca De Sapio è un libro scritto veramente bene, molto poetico ed elegante, le parole sembrano di velluto, ed i toni sempre pacati. Pagine impregnate di una calma contagiosa, persino quando descrive i soprusi subiti da piccola ed atroci episodi di cattiveria umana che fanno parte del suo passato. Forse riesce a metterli su carta in modo così lucido e sereno proprio perchè ci ha fatto pace? Questa è una delle riflessioni che ho voluto esporle.

Concordo con il bisogno di Francesca De Sapio di coltivare la sua memoria storica e condividerla con un libro da passare alle generazioni future. È importante sapere come girava il mondo anni fa, come crescevano i bambini negli anni 40, cosa ha significato vivere durante il 68, in cosa si distinguevano Italia e America negli anni 70. A mio avviso qualsiasi libro a fondo storico merita di essere letto perché il futuro di una società può essere migliorato solamente imparando dal passato.Tutto questo il lettore lo vive dagli occhi di un’autrice molto capace nell’esprimere in maniera distaccata ma allo stesso intima ciò che vede, cose belle e meno belle:

In quel periodo mio padre è molto solo. Si è appena separato. Il giorno del mio compleanno viene a darmi la buona notte e mi dice:

“Buon compleanno. Mi dispiace di essermene dimenticato”. Si curva su di me e appoggia le sue labbra sulle mie cercando di infilarci la lingua. Io chiudo velocemente le labbra, lo allontano e facendo finta di niente gli dico:

“Non ti preoccupare. Buona notte”.
Non so quale parte di me è sempre riuscita a sfuggire i pericoli più seri. Sono sfuggita alla promiscuità del loft di Maria Luisa, alla droga che scorreva a fiumi, agli impulsi incestuosi di mio padre, alla pazzia di mia madre e sarei uscita dalla dipendenza dell’alcol.

Decisamente affascinanti tutte le storie che racconta riguardanti a vari attori famosi che abbiamo visto solo sul grande schermo. L’incontro di lavoro e d’amore con Al Pacino, che durò dodici anni di separazioni e ricongiunzioni. L’amicizia con Robert De Niro, Harvey Keitel, Shelley Winters, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Roberto Benigni, Gérard Depardieu, Sophia Loren, Marco Ferreri, Francis Ford Coppola e tanti altri, famosi e non famosi, vincenti e perdenti. Leggendo Per ogni persona incontrata  tutte queste persone diventano improvvisamente molto umane. Come è molto umana lei, piena di dubbi e insicurezza, quando deve girare una scena del film Il Padrino in cui però sente di indossare i panni di un cliché; la prostituta italiana vista dagli occhi degli americani.

Forse, mi sorge il dubbio, non ho capito veramente com’è Al. L’ho idealizzato. Sono fermamente convinta che non gli rivolgerò più la parola.  Lui sta partendo per la Sicilia per girare Il Padrino.
Torno a New York, compro il romanzo e lo leggo per curiosità.
Pochi giorni dopo parto per Roma, il volo è pagato dalla Warner Bros, in prima classe. A quell’epoca si veniva pagati e trattati meglio di ora, anche agli inizi di carriera. Lily Veidt, agente d’altri tempi, aveva fatto un buon contratto.

Mi alloggiano all’Excelsior, a via Veneto. La mia stanza è cupa e ricca di colori intensi, pseudo caravaggeschi. Vado giù in una stanza affittata per la prova costumi. Sono nervosa. Il mio costume, un vestitino nero, è un banalissimo clichè. L’idea neorealista all’americana, di una prostituta italiana.

Cerco di contenere la collera. Vado per strada verso una traversa di via Veneto. Noto che le prostitute vere a cui avevano chiesto di fare le comparse, sono colorate, volgari e divertite. Io invece sono finta, penso. Ma ormai non c’è niente da fare, hanno deciso loro per me.

Sicuramente è una parte di storia personale e cinematografica interessante. Francesca De Sapio descrive tanti retroscena molto affascinanti degni di nota che sicuramente coinvolgeranno qualsiasi lettore ma che interesseranno in maniera particolare sopratutto aspiranti attori ed attrici che da questo libro impareranno veramente moltissimo, quasi come fosse un manuale.

Se volete sapere chi sono vincitori e vinti del Festival del cinema di Berlino vi consigliamo di visitare la pagina ufficiale. Altrimenti se siete curiosi di sapere cosa è successo nella scorsa puntata di Mille e un libro dedicata al Festival di Sanremo seguite questo link. 🙂


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