Lezione di italiano di Francesco Sabatini

Lezione di italiano di Francesco Sabatini

Lezione di italiano Book Cover Lezione di italiano
Francesco Sabatini
Language Arts & Disciplines
2016
224

Sinossi:

«La lingua è dentro di te.» L'italiano è la grande lingua di cultura consegnataci dalla storia per nostro uso e consumo. E anche lo strumento cognitivo di cui si è dotato il nostro cervello, dalla nascita in poi, se ci siamo formati qui. Non si può più parlare di lingua ignorando come la natura, che ci ha portato a essere Homo sapiens, ha predisposto aree e funzioni del cervello che elaborano la grammatica. Sì, la grammatica che si forma silenziosamente in noi entro i primi anni di vita nella sfera della lingua orale e che poi bisogna scoprire a scuola: per insegnare agli occhi quello che l'orecchio già sa! Cioè, per imparare a leggere e scrivere, e non solo a livelli di base. «Leggere e interpretare testi di vario tipo; capire che cos'è, precisamente, una 'frase' e cioè incontrare faccia a faccia la grammatica; regolarsi nella varietà di 'stili' dell'italiano; fronteggiare l'azione dei media, che in vari modi spesso ci alienano dalla nostra lingua; liberarsi da alcune preoccupazioni eccessive nell'uso normalmente comunicativo di essa; distinguere tra errore e divergenza stilistica.» Tutti usiamo la lingua, ma pochi lo fanno con consapevolezza. Perdendo la possibilità di sfruttare altre parti del suo immenso potenziale. Francesco Sabatini, presidente onorario dell'Accademia della Crusca, conosciuto dal pubblico televisivo per la sua grande capacità divulgativa, ci insegna a farlo in questa appassionante e innovativa Lezione di italiano.

Cos’è successo all’italiano? Il prof Francesco Sabatini ci spiega nel suo “Lezione di Italiano” perché parlare e scrivere bene, più che con i voti, ha a che fare con la vita

Fermi tutti! Dev’essere accaduto qualcosa. Come mai una volta -ma mica nel Giurassico- analisi logica e del periodo erano acquisite e metabolizzate, i complementi si recitavano come una mantra, e ora si parla di problemi di ortografia, sintassi e di povertà lessicale?

Mai come ora, il faro è puntato su scuola, insegnamento e ragazzi che sembrano precipitati in un medioevo linguistico. Ci siamo smarriti coniugazioni, congiuntivi, consecutio?  Se le parole indicano le cose, stiamo perdendo la realtà e la sua rappresentazione?

La lingua italiana è dentro di te, ti appartiene. Impara a conoscerla e a usarla pienamente, proprio come fosse un organo del tuo corpo.

Questo è ciò che suggerisce Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca e coautore di un vocabolario di italiano piuttosto noto (il Sabatini-Coletti). In Lezione di italiano Sabatini ci regala una lettura fresca e indispensabile per chiunque abbia a cuore la lingua italiana.

Troverete all’interno di “Lezione di italiano” dei consigli, degli accorgimenti e anche delle piccole prove che il professore propone per capire se effettivamente abbiamo coscienza della lingua e della grammatica che stiamo utilizzando e del modo con la quale la utilizziamo.

lezioni di italianoQuesta parte mi ha colpita e affascinata; si tende (io per prima) a collegare la grammatica a qualcosa di pesante e noioso. Invece mi sono dovuta ricredere, quest’opera, è assolutamente moderna e coinvolgente. Tutti i riferimenti all’utilizzo della lingua italiana rapportata ai nostri giorni, sono molto calzanti e permettono di fare un piccolo test su quello che è il proprio utilizzo della grammatica.

Lezione di italiano: Gli errori più comuni (che è possibile evitare)

  • Qual’è: Qual è si scrive rigorosamente senza apostrofo
  • Un pò: è un errore che fa impallidire gli insegnanti. Si scrive Un po’.
  • Pultroppo e propio: sono grafie sbagliate di parole di uso quotidiano. La loro forma corretta è purtroppo e proprio.
  • Ne o né:  Ne è un avverbio di luogo che esprime allontanamento (vado via da lì/me ne vado) o un pronome personale (parleremo di ciò/ne parleremo). Né con l’accento, invece, è una congiunzione che significa “e non” (non mangio né/ e non bevo). Poi c’è “n’è”, ovvero il risultato dell’elisione di “ne è” (non c’è più gelato/non ce n’è più).
  • C’entra o centra? Quando qualcosa non è pertinente con qualcos’altro si dice che “non c’entra”. Ben diverso dal verbo centrare, che invece significa “colpire al centro” (hai centrato il bersaglio).
  • Da e dà: Quando un accento può stravolgere il significato: da è una preposizione semplice, dà invece è la terza persona singolare del presente indicativo del verbo dare (“vengo da Roma”; “mi dà una mano”).

Ci sono espressioni usate nel quotidiano che spesso vengono letteralmente storpiate, aggiungendo apostrofi, togliendoli o addirittura spostando lettere e unendo parole distinte in una sola. Qualche esempio?

  • D’accordo e non daccordo;
  • A proposito e non approposito;
  • A posto e non apposto;
  • Apposta e non a posta;
  • All’oscuro e non allo scuro;
  • Finora e non fin’ora;
  • Tuttora e non tutt’ora;
  • D’altronde e non daltronde.

Questo saggio è anche un manuale per saper “maneggiare” al meglio un’arma straordinaria che tutti i giorni ci troviamo ad usare.

Faccio un esempio tra i tanti che riporta il professore: quando ci spiega in una pagina e mezzo una poesia come “L’anguilla” di Montale, Sabatini ci spiega tantissime cose; ci spiega per esempio l’importanza di imparare a memoria le poesie (soprattutto per i ragazzi nelle scuole) e ci insegna come attraverso una poesia o un articolo di giornale che il prof riporta nel libro, si possa arrivare a maneggiare al meglio lo strumento più potente che abbiamo che è quello della lingua e del linguaggio. Non è un caso che nel bene e nel male le persone di maggior successo nella storia siano quelle che abbiano saputo usare bene o abusare meglio della lingua.

“Lezione di italiano” l’ho letto e l’ho visto non solo come un volume semplicemente sulla lingua, ma come una sorta di acuto e divertito libro universale sulla formazione di cui la lingua è l’elemento principale.

In Pillole

Istruttivo
Originale
Moderno

 


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