La zecca e la rosa – Maurizio Maggiani

La zecca e la rosa – Maurizio Maggiani

La zecca e la rosa Book Cover La zecca e la rosa
Maurizio Maggiani
Fiction
Feltrinelli Editore
24/11/2016
176

Sinossi

Un libro illustrato ed elegante che ci restituisce l’intimità con le cose della natura, che sanno diventare, attraverso l’occhio e la poesia di Maurizio Maggiani, cose della vita, cose del mondo. Gatti, uccellini, campi e orti, tenerezza dei mattini e violenza dei cieli: Maggiani ci accompagna dentro le piccole meraviglie che rendono la vita più grande. Ed è lui stesso che ce lo racconta così: “Sono nato in un paese di campagna nel cuore della miseria degli anni cinquanta, sono stato cresciuto alla confidenza con tutto ciò che ha vita e va bene per la vita, chi mi ha educato aveva più parole per le piante e le bestie che per i cristiani, mi è stato insegnato a guardare e ascoltare e odorare e toccare ogni creatura e capire cosa ne veniva di buono e cosa di cattivo, evitando con cura di disturbare Creato e Creatore. Niente era mio, ma sono stato principe degli orti e barone dell’uva fragola, re dei fossi e granduca dei pesciolini che ci nuotavano dentro. Sono tornato a vivere nella campagna, i miei vicini sono tutti quanti contadini e continuano a parlare più volentieri con le creature che con i cristiani, a parte la miseria è tutto quanto rimasto più o meno allo stesso modo. E allo stesso modo prendo e vado per fossi e orti a toccare, ascoltare, guardare e odorare, considerare l’infinito universo di ciò che vive, evitando di disturbare. A meno che, metti, non mi ritrovi tra i peli la zecca assassina”.

La zecca e la rosa; un libro capace di lenire il cuore grigio ed inquinato della gente di città grazie all’elegante penna di Maurizio Maggiani.

L’altro giorno mi trovavo in libreria (e fin qui nulla di nuovo), e cercavo un libro capace di stupirmi, qualche cosa di nuovo, ma allo stesso tempo non troppo strano. Magari elegante, un po’ frivolo, leggero ma non troppo. Impegnativo sì, ma non cervellotico e contorto…(ma quante ne vuoi?). Eh, lo so, sono un tipo esigente, però ho trovato ciò che faceva al caso mio: La zecca e la rosa, di Maurizio Maggiani.

A colpirmi è stata prima di tutto la copertina, raffigurante una bellissima rosa polposa a testa in giù. Ho quindi arraffato gelosamente l’ultima copia presente sullo scaffale ed ho iniziato a sfogliarlo. A quel punto, oltre ad immergere il naso dentro quell’odore favoloso di “libro-nuovo” sono stata rapita da una miriade di delicate illustrazioni, una più bella dell’altra.

la zecca e la rosa maurizio maggiani

L’intero libro è formato da racconti poetici (o forse sono proprio poesie? Non lo so, diciamo che sono raccopoesie!) dedicati alla natura; piante, fiori, animali e macchinari campagnoli. Qua e là troviamo sparsi dei disegni che ravvivano e colorano il testo rendendolo semplicemente ipnotico.

Con immane maestria e dolcezza, le parole di Maurizio Maggiani volano giocose tra le pagine regalandoci scorci di paesaggi campestri soleggiati e profumati.

Guarda, mi si è posata una coccinella sul dorso della mano; guardami, adesso ce l’ho sulla punta del dito. Ma quanto sarà mai carina questa creaturina tondetta e scricchilina – senti, metti l’orecchio, le elitre friniscono un filino, e sembra di sentire come l’eco lontano di un Girmi che sta frullando un frappé con le fragole e la banana laggiù in una casa di bambini in città – ma quanta dolcezza che spande, grande sì e no come una mentina, una ginevrina per l’esattezza, una ginevrina con sopra i puntini della fortuna.

Io me ne sono subito innamorata. Mi sembrava proprio di vederla, quella coccinella, così vibrante e piena di vita, allegramente rossa, appena macchiata di puntini neri.

Non mancano poi le risate, con racconti come “Fichi”:

I fichi sono un veleno, punto e basta. Sono qui con certi dolori, quegli strizzoni alla panza che non so neanche se riesco a venirmene fuori con un po’ di dignità […] Un bel pezzo di pane e sedici fichi a colazione, la colazione dei veri campioni. E adesso quello che deve succedere succeda e se devo morire che mi seppelliscano sotto il mio fico […] quante pance ha pneumatizzato, quanti buoni propositi ha ridotto in merda, quante estati ha lasciato che si facessero autunno senza rimpianti.

Fichi…non so voi ma io ne so qualcosa. D’estate non c’è niente di più buono, ma poi, senza entrare nei dettagli, sappiamo tutti che sé se ne abusa, le lacrime di coccodrillo non tardano ad arrivare.

Comunque, tralasciando i dolori di pancia, trovo che “La zecca e la rosa” sia un libro delizioso ed un vero must per tutti gli amanti della natura. Nel leggerlo vi capiterà più di una volta, ne son certa, di astrarvi da tutto ciò che vi circonda ritrovandovi immersi in una vasta distesa di girasoli, ad ammirare il tramonto, in compagnia di un delicato concerto di grilli ed uccellini che cantano solo per voi…

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