La pura carne – Emmanuele Bianco

La pura carne – Emmanuele Bianco

La pura carne Book Cover La pura carne
Emmanuele Bianco
Fiction
Baldini & Castoldi
19/10/2017
277

Sinossi

Emma è una giovane donna e ha una vita normale - un compagno, Orlando, una mamma, Corradina, e un fratello, Rocco, che sente di dover proteggere da quando il padre è morto in un incidente sul lavoro. Tutto sembra crollare dal giorno in cui scopre di essere affetta da una malattia degenerativa, curabile solo con un trapianto di cellule staminali. Tra i possibili donatori emerge un profilo con una compatibilità elevatissima, ma sembra essere sparito nel nulla. Risultano solo un nome, un cognome e un vecchio indirizzo. Per Emma comincia la «caccia»: esce dalla sua vita di sempre e si mette sulle tracce del suo donatore. E quando lo trova si convince che, per avere da lui la salvezza, deve studiarlo, conoscerlo, entrargli dentro, in una parola: somigliargli. Ed è così che inizia ad amare cibi che fino a quel momento l'avevano disgustata, a parlare una lingua che non conosceva, è così che riesce a tradurre la sua sofferenza in una scommessa di vita.

La pura carne: Emmanuele Bianco narra con poesia e delicatezza la storia di una ragazza la cui vita viene sconvolta da una terribile malattia.

Emmanuele Bianco è nato a Milano nel 1983. Nonostante la giovane età sono già svariati i romanzi pubblicati da questo autore. Perché? Perché i suoi personaggi sono realistici, quasi tangibili, sembra di avergli davanti agli occhi in ogni momento. Ci ricordano parenti, amici, vicini di casa, gente che siamo abituati a vedere quando camminiamo ma con la quale non parliamo mai. Persone tridimensionali, con pregi e difetti, caratteri difficli ed esistenze movimentate; proprio come quella di Emma, la protagonista del romanzo La pura carne.

Emma è una ragazza come tante, con una vita quasi noiosa, programmata, che sembra già avere un finale scritto a caratteri cubitali: e vissero per sempre felici e contenti. Sì, ma chi? La vita di Emma è destinata a virare bruscamente in una direzione inaspettata e dolorosa, ma lei non ha nessuna intenzione di mollare. Lotterà con le unghie e con i denti per rimanere in piedi, cercando di non perdere mai la poesia che permeava la sua vita, quella stessa poesia che il padre le aveva insegnato ad amare.

Io scrivo diari e papà scriveva poesie. lo faceva solo quando stava in cima. Amava starsene sui tetti a guardare il panorama. Fumava qualche sigaretta e scriveva qualche verso sopra un taccuino che si portava sempre dietro. Mio padre viveva sui tetti, tra le impalcature, a decine di metri d’altezza. Stava bene lassù: lontano dalla confusione della strada, dall’anarchia del genere umano.

La pura carne è un romanzo che appassiona, fa sorridere, piangere, certe volte entra dritto in pancia e non se ne va per molto tempo. Ogni tanto c’è bisogno di una pausa, tra un’avvenimento e l’altro, per riprendersi. Insomma, è un libro che trascina, rapisce, non c’è dubbio, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di fare direttamente all’autore qualche domanda.

Emmanuele Bianco ci ha risposto con entusiasmo, e noi con altrettanto calore vi riportiamo le sue parole. Buona lettura!

  • Quando parla di Emma descrive le gestualità quotidiane ed i pensieri di una donna in maniera molto realistica: com’è stato (…e come ha fatto) a calarsi nei panni di una donna così in profondità?

Quando ho deciso di raccontare questa storia attraverso un personaggio femminile l’ho fatto perché credo che la determinazione e l’intuito femminili siano più infallibili di quelli maschili. Nella mia vita sono stato circondato da femmine: sette cugine, una nonna, due sorelle. Credo che questo abbia fortemente contribuito a darmi un imprinting di sensibilità «rosa». Per scrivere di Emma ho cercato soprattutto di ascoltare la mia parte femminile, quella che tutti noi abbiamo. 

  • Centrale il tema della vita e della morte: come mai ha deciso di concentrare la sua attenzione su queste due forti tematiche?

Perché dentro c’è tutto. La lotta per salvarsi la vita. Il coraggio, la forza, la paura e l’annichilimento per i fatti che ci appaiono come maledizioni più grosse di noi. Messo di fronte a una sentenza estrema, ciascuno di noi si guarda dentro e a volte scopre di avere una forza che non si pensava di avere, ma questo solo perché non s’era mai affrontata una qualcosa di così grande.

  • Crede che nel mondo di oggi si dia troppa importanza ai beni materiali dimenticando il vero significato della vita? 

Non so quale sia il significato della vita, ma sull’importanza che la nostra società riserva ai beni materiali credo che sì, sia fuorimisura. Da molti anni ormai si vive nell’era dello status, e questo ovviamente va a discapito di molte cose. Rispetto reciproco, cultura, passione per la comunità vanno a farsi benedire se viviamo in una società che ci mette in competizione perenne gli uni con gli altri. Fino ad arrivare a conseguenze estreme in cui la vita sembra valga meno di un gelato.

  • Come mai è così ferrato sulle regole e  dinamiche ospedaliere? 

Per scrivere La pura carne ho dovuto documentarmi e relazionarmi con un’amica ricercatrice. Diciamo che non sono così esperto, ma ho fatto delle ricerche mirate e funzionali al romanzo. 

  • Trova che ci sia poca sensibilità nei confronti di determinate malattie oggi giorno?

Torniamo al discorso di prima. Il consumismo ci ha messo davvero in ginocchio facendoci vivere in una bolla di frivolezza nella quale inseguiamo sempre qualcun altro davanti a noi. Siamo impegnati nella rincorsa, direzione e paesaggio non ci riguardano. Credo che i fondi destinati alla ricerca, in Italia, dovrebbero essere decisamente rivisti. L’elemosina non è parente dell’evoluzione. 

  • Quando parla di Roma e della crisi economica che ha colpito tutta Italia, è impossibile ignorare un velo di amarezza che permea le sue parole. Può dirci di più? Crede che ci possa essere una soluzione a quel che sta accadendo al nostro bel paese?

Come le crisi economiche, che all’origine sono sempre di valori, anche le soluzioni alle stesse devono partire da una vocazione alla giustizia. Cambiare testa per il bene comune. Non saprei entrare nella sfera della grande finanza mondiale, ma sono certo che i grandi del mondo non mettevano al primo posto la finanza. Dove c’è un interesse economico, intorno, c’è l’inferno. E purtroppo questo può cambiare solo se scegliamo il bene comune. 

  • In breve, come riassumerebbe il messaggio principale che vuole trasmettere con “La pura carne”? 

Secondo me i messaggi passano solo attraverso gli esempi. La storia di Emma ci insegna che dobbiamo reagire e non subire. Che dobbiamo muoverci e non aspettare. Chi leggerà la storia di Emma troverà il proprio messaggio ma dal suo esempio, non dalle mie parole. 

  • Nonostante la sua giovane età ha già collezionato varie pubblicazioni di successo. Vuol dare qualche consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la strada dello scrittore? 

Scrivere e trovare una persona competente che legga. Poi scrivere ancora, prestare attenzione alla propria storia e ai propri personaggi. Ascoltare, assecondare, gestire, manipolare: tutto passa attraverso la scrittura. Farlo ogni giorno, con disciplina se si vuole raggiungere un primo risultato: una stesura completa. Se il testo vale qualcosa presto o tardi troverà un editore. 

  • Progetti futuri?

Sto scrivendo la sceneggiatura del mio primo romanzo “Tiratori scelti”. Una storia ambientata nell’hinterland milanese che racconta senza troppi fronzoli la realtà della periferia, con le sue contraddizioni e le sue problematiche. 

Rimaniamo in trepidante attesa di vedere sul grande schermo “Tiratori scelti“, edito da Fandango Libri. 🙂 Ringraziamo Emmnauele Bianco per averci dedicato il suo tempo e le sue parole, e ricordiamo ai nostri lettori che se volete proseguire la vostra lettura sul blog potreste trovare interessante Come mi senti, di Stefania Spadoni.

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