La guerra civile spagnola di Antony Beevor

La guerra civile spagnola di Antony Beevor

La guerra civile spagnola Book Cover La guerra civile spagnola
Antony Beevor
History
2007
590

Sinossi

Nella notte tra il 17 e il 19 luglio 1939, il colpo di Stato dalle truppe guidate dal generale Franco segnò l'inizio di una guerra civile che dilaniò la Spagna per i tre anni seguenti: fu una vera e propria prova generale della Seconda guerra mondiale in cui vennero sperimentate sulla popolazione quelle atrocità che avrebbero caratterizzato il conflitto successivo. Alcuni del protagonisti furono i medesimi: Hitler e Mussolini inviarono truppe regolari in aiuto di Franco, e Stalin sostenne con armi, volontari e denaro le formazioni comuniste. Dagli Stati Uniti e da tutta Europa giunsero, mossi dallo sdegno per quanto stava avvenendo in terra iberica, migliaia di volontari: scrittori come Ernest Hemingway e George Orwell, e uomini politici italiani come Palmiro Togliatti e Pietro Nenni, pronti ad aderire alle brigate internazionali per fronteggiare la minaccia fascista e difendere la Repubblica spagnola. Antony Beevor offre qui il resoconto di uno degli scontri più duri e sanguinosi del ventesimo secolo attingendo a una notevole mole di nuovi documenti emersi dagli archivi spagnoli tedeschi e russi. Ricostruisce con lucidità le cause e gli sviluppi di questa guerra e racconta uno dei momenti cruciali della storia del Novecento, quello che per la prima volta ha visto contrapporsi, in uno scontro epocale, fascismo e antifascismo.

Antony Beevor ne “La guerra civile spagnola” ci dona un magnifico excursus storico ricco di dettagli accurati. Una lettura imperdibile per tutti gli appassionati di storia del secolo scorso.

Democratici, laici, socialisti di sinistra, comunisti staliniani e trotskisti, anarchici, marxisti, sindacalisti, regionalisti catalani e baschi. Falangisti, carlisti, fascisti, nazionalisti, socialisti di destra, cattolici. E ancora, volontari internazionali, Unione Sovietica, Messico. Germania nazista, Italia fascista, protettorato del Marocco, altri volontari internazionali. L’elenco, lungo e incompleto, è una buona metafora per descrivere la guerra civile spagnola.

L’evento, di poco meno di tre anni, ha segnato e traumatizzato il paese iberico, pur non nuovo alle guerre civili e gli scontri interni. Si è detto di tutto su questa guerra (e ancora si dice tanto), dall’aspetto puramente politico a quello militare. Si è discusso come l’incapacità di giungere a compromessi realistici da parte delle sinistre abbia favorito l’ascesa del fascismo, si è discusso delle brutalità (vere e presunte), si è discusso di come le potenze straniere abbiano cinicamente usato la Spagna come un enorme campo di prova per sperimentare nuove tecniche di guerra.

In questa discussione, Antony Beevor raccoglie l’attenzione della platea con un elegante colpo di tosse e con freddezza britannica espone i fatti. Non è un compito facile, né veloce, come dimostra il generoso numero di pagine. In un percorso ricco di trappole, dove sarebbe facile scivolare verso conclusioni affrettate in preda a comprensibili reazioni emotive, Beevor espone gli eventi che nel 1936 hanno condotto il Paese a sud dei Pirenei al conflitto evitando di prendere le parti di una o dell’altra fazione.

L’autore narra con estrema precisione e ricchezza di dettagli, senza timori reverenziali e senza paura di sconvolgere chi, tendenzialmente, potrebbe sentirsi più vicino a una fazione o all’altra. Il racconto dello storico Londinese, quasi un reportage di cronaca, offre una visione degli episodi chiave e dei protagonisti di quegli anni assolutamente eccezionale. Privo del anglocentrismo di Gilbert, Beevor riesce a mantenere una voce imparziale e sapiente nel caos assordante della guerra.

L’impressione generale, però, è che illustrando questo argomento così divisivo e complesso, Beevor non faccia neanche il tentativo di semplificare il semplificabile. “La guerra civile spagnola” (BUR RIZZOLI) è stata la prima opera di Beevor (la versione originale risale al 1982) e la maturità mostrata nelle opere successive (come “Stalingrado” del 1998 e “Berlino 1945” del 2002) fa sentire la sua scomoda mancanza.

Il nome dello storico inglese, per gli appassionati del genere, è il già citato colpo di tosse nel microfono che azzittisce la platea e la prepara per l’esposizione che, si sa, sarà professionale, completa e accurata. Quel che la platea però non si aspetta è che qualcuno, forse i più giovani tra di loro, possa addirittura alzarsi e goffamente uscire dalla sala prima ancora che l’esposizione sia terminata. Beevor racconta i fatti con impassibilità e distacco, perdendo l’opportunità di coinvolgere chi sia nuovo all’argomento.

In quella che sembra una ponderata scelta editoriale e stilistica (è difficile immaginare che Beevor, seppur privo di esperienza all’epoca della stesura, abbia agito senza una pianificazione in questo senso), “La guerra civile spagnola” non si cura di dare il benvenuto ai neofiti e, anzi, tira dritto dall’inizio alla fine dando per scontato una profonda conoscenza della Spagna, dalla sua geografia alla sua storia, dell’Europa e, in generale, del periodo pre-bellico.

Per citare alcuni esempi, è frequente incontrare riferimenti a città minori del Paese senza un riferimento alla loro ubicazione. Così l’autore nominerà più volte Malaga senza assicurarsi che il lettore sia consapevole della posizione della città Andalusa. Nello stesso modo, innumerevoli cognomi vengono citati dando per scontato, come in una conversazione tra esperti, che tutti siano consapevoli del loro ruolo e della loro importanza.

Canaris viene nominato con così tanta rilassatezza da Beevor, che ci si potrebbe aspettare che lo storico sarebbe imbarazzato dal sapere che il proprio lettore non ha idea che quello fosse il cognome del capo dei servizi segreti militari nazisti. La conferenza di Monaco e la partizione della Cecoslovacchia vengono trattate come in quinta elementare si tratta l’alfabeto. Qualcosa di ovviamente imparato e conosciuto da tutti i presenti nell’aula.

In definitiva, l’opera di Beevor è capitolo fondamentale per meglio comprendere di dettagli di un evento cardine della storia del ‘900 europeo. Come la guerra civile sia stata influenzata da ciò che succedeva in Europa e di come, a sua volta, il continente sia stato condizionato dagli eventi iberici, sono tasselli indispensabili nel mosaico politico del nostro continente. Se avete già una discreta conoscenza dell’evento bellico, se conoscete almeno in parte la storia Spagnola dello scorso secolo, l’opera di Beevor è un ottimo libro sul quale approfondire queste conoscenze.

Per chi studia il secondo conflitto mondiale, per esempio, saranno utili le considerazioni sugli aspetti bellici, mentre su chi è più interessato all’aspetto politico, il libro di Beevor spiegherà con sufficiente chiarezza perché le potenze democratiche occidentali appoggiarono più o meno apertamente le truppe fasciste. Tuttavia, se vi state solo avvicinando all’argomento, “La guerra civile spagnola” è un sfida per la quale non verrete biasimati di non voler affrontare.

Nella rubrica “Wishlist” potete trovare l’opera prima di Luca Ruggiero, “Le ballerine rosse”, un appassionante spystory. Buona lettura. 🙂

In Pillole

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