Il Lercio – Irvine Welsh

Il Lercio – Irvine Welsh

Il Lercio Book Cover Il Lercio
Irvine Welsh
Tea Edizioni
381

Sinossi

Sono tempi duri per la polizia di Edimburgo: ristrutturazioni, cambiamenti nell'organico, l'opinione pubblica in subbuglio per il caso di Efan Wurie, il giornalista freelance di colore, figlio dell'ambasciatore del Ghana, ucciso a colpi di martello in pieno centro cittadino. Eppure, non sembra che a Bruce Robertson, incaricato di coordinare le indagini, le cose vadano poi così male. Dopo turni selvaggi di straordinario, l'irreprensibile "Robbo" intende staccare la spina per un po' facendo un pieno natalizio di sesso e droga ad Amsterdam... E di rinunciare alla sua vacanza per risolvere il caso Wurie (un nero, dopotutto, mica uno di noi!) non se ne parla nemmeno. Però...

Il Lercio: uno dei romanzi più crudi e spietati appartenenti alla chemical-generaton, corrente di cui Irvine Welsh è uno dei massimi esponenti.

Irvine Welsh, attualmente residente a Dublino (perché in Irlanda gli scrittori non pagano le tasse), è nato a Leith (Scozia) nel 1958. Ex punk ed ex-tossicodipendente, questo controverso scrittore incontrò la fama grazie al romanzo Trainspotting (successivamente divenuto film di successo indiscusso).

Tutti i suoi romanzi sono ambientati per lo più ad Edimburgo, città dove lo scrittore è cresciuto, ed in tutti sono presenti situazioni ironicamente complesse in cui personaggi borderline e problematici cercano di “risolversi” in modi goffi e decisamente discutibili.

Nel romanzo Il Lercio, pubblicato nel 1998, Irvine Welsh ci pone innanzi un protagonista alquanto controverso. Bruce (Robbo) Robertson è un sergente della polizia la cui rettitudine è praticamente inesistente. Affamato di cibo e sesso, questo irriverente personaggio si trova alle prese con un caso di omicidio che non gli interessa più di tanto risolvere. Passa da un pub all’altro immerso tra donne, coca e alcool e ogni tanto (per puro caso) indaga sull’omicidio che gli è stato assegnato. Essere un poliziotto è sicuramente una delle poche cose che ama nella sua disastrosa vita, ma non per i motivi che potreste credere voi:

«E come mai?» fa Ray, e ha la bocca frolla, e capisco di averla anche io, perché godiamo del distorto ma indiscutibile erotismo che è una parte e un vantaggio del completo dominio su un altro essere umano. È questa una delle cose che rendono così invidiabile la carriera di poliziotto.

Altri tratti tipici di questo contorto avanzo umano sono: un’odio spasmodico verso chiunque (ad incominciare da sé stesso), una vita sentimentale allo sbaraglio (con una moglie ed una figlia che ha fatto scappare di casa), un putrescente eczema che gli sta divorando le parti basse ed infine un verme solitario che abita comodamente nel suo intestino.

Il Lercio: Irvine Welsh, con la sua penna caustica, ci racconta la drammatica vita di un patetico drappello di personaggi decadenti e dissoluti.

Bruce Robertson non è di certo l’unico elemento malato in questo romanzo, egli è contornato da persone misere che rendono il mondo un posto decisamente marcio e lugubre. Come Chrissie, per esempio:

Chrissie è sul metro e sessanta. Dubito che arriva a quaranta chili. Non ha tanto l’aria da eroinomane quanto di una da ospizio […] Guardo la crescita nera in fondo ai suoi capelli giallo-obitorio che sembrano fieno unto, quell’aria totalmente fottuta che prendono dopo un tot di tinte da spendere poco. Un caffè, sigarette e un tortino al Valium. Da qualche parte c’è una ditta che le produce in serie. Devi svoltare a sinistra in zona Viale dei Sogni Infranti.  

E così, mentre Bruce e Chrissie giocano a “togliersi il gas” (ovvero levarsi l’aria mettendosi l’uno attorno il collo dell’altra una cinta, subito prima di raggiungere l’orgasmo) cadono in un tragico oblio sempre più profondo. Una disperazione turpe sempre più immorale, non rendendosi conto che, maltrattandosi a vicenda, non è solo l’ossigeno che si stanno togliendo, ma piuttosto dignità ed amor proprio.

«Non sai perché sei una troia? Vuoi saperlo? Perché tu ci fai entrare lì dentro» e indico la fregna «ma non ci fai mai entrare qui» e indico la testa, «e nemmeno qui» e indico il cuore. «Perché diversamente sarebbe amore. Adesso, non è stato nulla. Macabri giochi sadici, ed è per questo che ti chiamo troia.»

E non è di certo Chrissie l’unica vittima dei perversi giochetti di Bruce, a cadere nella sua tela è anche la povera Bunty, la moglie di Bladesey, (un poliziotto collega di Robbo che viene perseguitato e screditato continuamente da quest’ultimo).

«Bruce…io ti amo!»

Ma vaffanculo panzona. Nel momento in cui hanno blindato Bladesey è stato come se la nostra storia si sdraiava su un letto di morte. Occhio però! Potrei anche tenere questa vacca sulla corda ancora un po’: non fa domande imbarazzanti e tiene casa pulita e in ordine. Questa mi può fare una piega al colletto fenomenale!

«Anch’io ti amo, Bunty»

Se vi state chiedendo cosa ci possa essere di così affascinante in una combriccola di personaggi tanto disgustosi vi dico che l’unico modo di scoprirlo è leggere questo libro; vi entrerà dentro con la forza di un pugno e vi leverà il respiro fino all’ultima pagina. Per non parlare poi dell’epico finale: un velocissimo capitolo in cui ogni cosa cadrà al suo posto.

In pillole

Trama
Suspense
Personaggi

Lascia un commento