Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth

Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth

Il giorno dello sciacallo Book Cover Il giorno dello sciacallo
Frederick Forsyth
Fiction
1986
400

Sinossi

Che genere di implicazioni politiche nasconde, nell'estate del 1963, l'improvvisa recrudescenza della criminalità, con assalti alle banche e alle gioiellerie di tutta la Francia? Per quale motivo il colonnello Marc Rodin dell'Oas e un gruppo di suoi uomini, sempre tenuti sotto stretto controllo dai servizi segreti francesi, si sono rinchiusi in un albergo di Roma e sembrano intenzionati a non uscirne per nessuna ragione? Che rapporto c'è fra il loro esilio forzato e la scomparsa dei passaporti di due ignari turisti a Londra? Perchè a Parigi, ogni sera, uomini molto importanti si riuniscono in gran segreto intorno alla persona del ministro degli Interni? Perchè si arriva a coinvolgere il servizio di sicurezza britannico, il Foreign Office e il Primo Ministro? Quale grave pericolo incombe sulla Francia? La risposta a tutte queste domande emerge via via attraverso l'appassionante racconto della missione di un killer a pagamento conosciuto solo con il suo nome in codice, Sciacallo, incaricato di uccidere il presidente francese Charles de Gaulle. Un compito che, se portato a termine, potrebbe cambiare il corso della storia.

Il giorno dello sciacallo; Frederick Forsyth ci regala un vero e proprio manuale su come uccidere il presidente della Repubblica Francese, curiosi di saperne di più?

Se un giorno, per motivi a noi sconosciuti, un editore decidesse di pubblicare un manuale su come uccidere il Presidente della Repubblica Francese, è altamente probabile che la scelta dell’autore ideale sarebbe Frederick Forsyth, ed è ugualmente probabile che l’opera finale sarebbe particolarmente simile a “Il giorno dello sciacallo“.

È proprio questo, un manuale appunto, che il famoso libro del 1971 sembra essere. Un manuale su come portare a termine un lavoro impossibile, senza prestare attenzione alle emozioni che una tale attività possa sottintendere. Lo stile di Forsyth è freddo, analitico, distaccato, così come il modus operandi del protagonista, lo sciacallo appunto. Quindici anni prima di Tom Clancy, Frederick Forsyth è stato per lo spionaggio quello che William Gibson è stato per lo steampunk. Se non il padre, lo zio che ne ha trasformato per sempre i caratteri fondamentali.

Nel 1963 John le Carré aveva imposto dei nuovi standard qualitativi per l’aspetto puramente emotivo e psicologico con il suo “La spia che venne dal freddo”, ma con “Il giorno dello sciacallo” Forsyth porta il genere in una direzione molto pragmatica e concreta. Praticamente mai vista prima.

La trama è lineare, priva dei labirinti psicologici che siamo abituati ad associare a romanzi simili. L’OAS, una specie di esercito parallelo veramente esistito nella Francia in preda alla “crisi algerina” degli anni ’60, è deciso a eliminare de Gaulle, reo di aver tradito le forze armate che combattono in Nord Africa.

Il Presidente ha sbrogliato la matassa del disimpegno francese dalla sua colonia più famosa, ma a un prezzo che i più nazionalisti reputano troppo alto. L’unica soluzione possibile è l’eliminazione fisica del Generale alla guida dell’Eliseo. 

Quando gli attentati tradizionali si rivelano inefficaci, i vertici dell’organizzazione segreta decidono di ricorrere a un metodo alternativo. Si affidano, quindi, allo sciacallo. Il migliore, e il più costoso, killer a pagamento.

Da questo punto, Frederick Forsyth ci fa accomodare in prima fila per poter osservare i dettagliati preparativi dello sciacallo, il cui geniale piano d’azione diviene chiaro solo sul finire della storia. Al tempo stesso, un semplice ispettore di polizia viene conferito di poteri praticamente illimitati dalle autorità francesi e offre il rovescio della medaglia in una delle più avvincenti e dinamiche “cacce all’uomo” che la letteratura d’azione abbia mai visto.

I personaggi, dallo sciacallo al suo cacciatore, possono apparire semplici, a tratti persino banali, e se questo è in alcuni frangenti una debolezza di Forsyth, è anche uno dei suoi punti di forza. La penna dello scrittore inglese ci descrive come lo sciacallo costruisce le sue identità, come modifica i documenti, non quali emozioni prova. Lo stress emotivo delle forze dell’ordine, causato dalla enorme responsabilità di salvare il Presidente, è solo brevemente accennato, e non potrebbe essere diversamente.

Forsyth dà per scontato che ai suoi lettori non interessino dialoghi pungenti e personaggi peculiari, l’unica cosa che conta è l’aspetto pratico dell’operazione. Come una radiografia, lo stile dello scrittore inglese va dritto al cuore dei fatti. Spetterà al lettore stabilire se l’assenza di “carne”, in questo scheletro privo di emozioni, è un esperimento letterario troppo azzardato.

In definitiva, “Il giorno dello sciacallo” è un libro che ha fatto storia con il suo stile, poi divenuto una specie di marchio. È una storia che ha generato ben due riproduzioni cinematografiche (il film omonimo del 1973, con Edward Fox; e The Jackal del 1997, con Bruce Willis, una rilettura in chiave americana di una storia, altrimenti, fortemente euro-centrica). È un romanzo semplicemente imperdibile nella collezione degli appassionati del genere.

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