Ho smesso di piangere di Veronica Pivetti

Ho smesso di piangere di Veronica Pivetti

Ho smesso di piangere Book Cover Ho smesso di piangere
Veronica Pivetti
Biography & Autobiography
Edizioni Mondadori
31 Gennaio 2012
168

Sinossi

Il problema vero della depressione è che non la puoi raccontare, non la puoi descrivere. E invisibile. E non è uguale per tutti. Ma per tutti è un male profondo e assoluto. E va affrontata, perché tanto non si scappa. Anche per questo Veronica Pivetti ha deciso di condividere con noi il suo momento buio. E lo fa con toccante onestà, senza censurare i momenti dolorosi che, come spesso accade nella vita, finiscono per diventare involontariamente molto comici. "Lei è malata, la sua tiroide non funziona più": questo si è sentita dire Veronica nel lontano 2002. Era così. La sua tiroide ha cominciato a dare i numeri, si è starata e l'ha traghettata verso una forte depressione, complici alcuni farmaci sbagliati che le erano stati prescritti. Così è iniziata la sua odissea medica. Alcuni dottori l'hanno salvata, altri massacrata, alcuni le hanno ridato la vita, altri gliel'hanno tolta. E finalmente, nel 2008, Veronica ha incominciato a rivedere la luce e a uscire da questo micidiale periodo nero. Sono stati sei anni infami, "anni nei quali mi sono detta continuamente che era inutile vivere così. Il tempo triste sembra sempre tempo perso". Anni difficilissimi che, però, non sono passati senza lasciare un segno. "Una volta ero perfettamente funzionante, ero nuova di trinca. E credevo che fosse quella la verità. Ora sono un po' rattoppata, ho un'anima patchwork e una psiche in divenire. Ed è questa la verità. Ma va bene così, perché la vita si fa con quello che c'è...

Ho smesso di piangere. La mia odissea per uscire dalla depressione di Veronica Pivetti – Mondadori, Milano, 2012.

Fin dalla prefazione del libro (Mondadori Edizioni) affiancati i giorni della settimana a crudi numerelli, che disvelano la posologia di un farmaco, Veronica Pivetti provoca una narrazione originale, allegramente triste.

In forma di domanda, ma anche di educata accusa, con una prosa garbatamente incisiva, pervasa la lettura dalla sensazione che l’autrice sembra tirarci un po’ per la giacchetta quando ci mette a parte di suoi accadimenti (e non proprio piacevoli).

Nudo d’anima, più o meno convintamente, per celiare con Albanese. Al tempo stesso dichiarazione che il dolore costringe ad analizzarsi, duramente, senza  sconti o  distrazioni, sul binario di una coerenza da  tenersi fino  all’ultima riga. Meglio, fino all’ultima lacrima.

La mia gola si è stretta in un secondo. Un nodo Savoia mi ha bloccato le parole e il respiro riempendomi gli occhi di lacrime. Ho cominciato a piangere, piangere, e piangere. E’ stato il pianto più divertente della mia vita.

Onusta la convinzione dell’imprigionamento in un corpo disarcionato da una mente a sua volta(?!) altrove. Con paura e fatica, fatto salvo l’onesto onorare l’ordinaria manutenzione nel quotidiano.

Sullo sfondo e troppo accanto risuona il bisbiglio di luminari nell’esercizio della nobile arte di Ippocrate, assisi sullo scranno di loro dottrina, spesso una verità sulla quale sarebbe altamente consigliato non dover discutere. 

Resta alla fortissima Veronica Pivetti il climbing a quattro mani con l’amica Giordana: forare a mani nude il buio di quell’incomprensibile che nasce da lei (e che dentro di lei chiede ascolto). 

A latere…sconsigliato ad ipocondriaci seriamente compromessi,causa un probabile effetto collaterale, diventare  naviganti più abili dentro acque di paura …e paura del sintomo.

– Rita Farneti

Se siete curiosi di proseguire la navigazione, ci permettiamo di consigliarvi una lettura particolare ma decisamente illuminate sotto certi aspetti. Edito da Fandango Libri, scritto da Paul B. Preciado: Terrore Anale. Se vi è piaciuto un articolo fatecelo sapere con un commento o un semplice like. Buona lettura 🙂

In pillole

Riflessivo
Scorrevole
Coinvolgente

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