Fra i dannati della terra. Storia della Legione straniera di Gianni Oliva

Fra i dannati della terra. Storia della Legione straniera di Gianni Oliva

Fra i dannati della terra. Storia della Legione Straniera Book Cover Fra i dannati della terra. Storia della Legione Straniera
Gianni Oliva
History
2014
257

Sinossi

Idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla giustizia, affamati in cerca di un lavoro e di uno stipendio: la Legione straniera è tutto questo, un miscuglio di uomini diversi per motivazioni e provenienze, ma tutti ugualmente irrequieti, malinconici, feroci. Sin da quando venne costituita nel 1831 da re Luigi Filippo "Égalité", la Legione è stata lo specchio delle turbolenze del mondo: un reparto di volontari sradicati dalle proprie origini, senza famiglia e senza patria. Non dei semplici mercenari, ma soldati che nella mistica combattentistica e nello spirito di corpo ritrovano un'identità. Impiegati nelle "guerre sporche" dell'impero coloniale francese, dall'Algeria al Marocco, al Madagascar, all'Indocina, i legionari hanno scritto pagine drammatiche di storia militare, dove la violenza inflitta o subita ha assunto toni esasperati: quella di Algeri non è che la più nota di molte battaglie condotte senza pietà e senza tregua. Dietro le rappresaglie brutali ci sono però storie insospettabili di uomini sconfitti alla ricerca di riscatto. Gianni Oliva ne ripercorre le tracce, e ricostruisce le loro vicende come in un grande romanzo epico.

Recensione: “Fra i dannati della terra. Storia della Legione straniera” di Gianni Oliva

Come è possibile che un’organizzazione che nel corso della sua esistenza ha compiuto violenze e efferatezze di ogni tipo, sia sinonimo di riscatto, di redenzione e, persino, di libertà? No, non parliamo della Chiesa Cattolica, bensì della Legione Straniera, e a spiegarci questo paradosso è Gianni Oliva.

“Fra i dannati della terra: Storia della Legione straniera” riesce, quasi completamente, nel difficile compito di raccontare una storia che spesso tende a essere attratta dai poli opposti. Dove per molti quest’unità dell’esercito francese è la progenitrice dei moderni eserciti privati, che a nessuno devono dare conto e che seguono solo il miglior offerente, per tanti altri è invece storia di rinascita. Oliva non chiude gli occhi davanti al terrore sulla popolazione civile, né glorifica le gesta memorabili, ma va ammesso che tra le due facce della medaglia, tende senza ombra di dubbio a descrivere più la seconda, il lato romantico della “legione”.

Oliva ci racconta il contesto storico e le circostanze militari e politiche che spinsero l’allora regnante Luigi Filippo alla formazione della Legione. Era il 1831 e la conquista francese della sponda meridionale del mediterraneo non procedeva come i più ottimisti patriottici si erano aspettati. Cosa fare quando le casse sono piene ma una guerra è impopolare? Abbastanza semplice, chiedere ad altri di combattere per te. Ed è così che Oliva apre quella che ben presto si rivela essere una mappa cronologica della disperazione, prima europea e poi mondiale. Perché solo i disperati combattono per soldi, solo gli esuli combattono sotto un’altra bandiera.

Inizia, quindi, quella che probabilmente è la parte più interessante della ricostruzione della storia della Legione. All’aspetto puramente politico, che vede concentrare l’obiettivo sulla Spagna carlista e sul Messico indebitato, e a quello meramente militare, che vede focalizzare l’attenzione sulle manovre belliche, si avvicenda l’aspetto più umano, più patetico, più straziante dei legionari. La storia della legione non può che essere la storia dei suoi legionari, la storia degli idealisti che fuggono i tentativi falliti del primo risorgimento italiano, dei progressisti in fuga dal totalitarismo prussiano, degli apolidi che scappano dalla Polonia dilaniata dagli interessi diplomatici.

Tutti, come attirati da una calamita, convergono verso la Francia liberale. Un Paese figlio della rivoluzione e che, in teoria, rappresenta la speranza, la ragione, la libertà. In molti però imparano che anche la Francia ha i suoi interessi nascosti, i suoi affari sporchi. E Luigi Filippo preferisce mandare in Africa i figliastri, i disperati figli di nessuno, invece che i figliocci della Parigi ricca come mai prima.

Questa mescolanza di storie personali, tristi o avventurose che siano, con la fredda legge dell’intervento armato, rende “Fra i dannati della terra” un’opera utilissima per comprendere il novecento europeo, spesso plasmato da avvenimenti lontani dal vecchio continente. La prima tappa è chiaramente il deserto Algerino, poi le avventure dell’Africa più profonda e oscura, il Madagascar, l’Indocina. Tutti luoghi che segnano la mappa del glorioso impero francese, eroico e inorgogliente per gli strateghi dell’Eliseo; violento, brutale e assassino per chi indossa il copricapo bianco simbolo di quella eterogenea banda di disperati consapevole che l’unica via per la salvezza è la cieca ubbidienza agli ordini degli ufficiali.

La prima guerra mondiale delle trincee e del massacro infinito, la lotta fratricida del secondo conflitto mondiale, dove la Legione, improbabile ma accurato specchio del Paese, si ritroverà a combattere se stessa, in quella guerra civile che nessuno ha il coraggio di definire tale. Poi, i capitoli barbarici della repressione in Vietnam e, soprattutto, in Algeria.

La storia della Legione sembra terminare qui, nella colonia più importante e famosa, termina qui dove è iniziata. Ma così come la Legione ha donato una nuova vita a tutti i balordi ed emarginati che non ha ucciso, anch’essa rinasce e, nella fuga dalla sabbia africana, si trasforma in un’unità d’élite. Un esercito di professionisti.

“Fra i dannati della terra” è un’opera che non mancherà di interessare lettori notevolmente diversi tra loro. Che il vostro interesse risieda nella storia della Francia del secondo impero o nella colonizzazione del nord Africa, che siate interessati di storia militare, con le sue grandi manovre, o di quella umana, con i suoi piccoli drammi, lo scritto di Oliva non può mancare dagli scaffali della vostra libreria.

Se la vostra passione sono i libri storici vi consigliamo di proseguire la lettura con “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati. Se vi è piaciuto un articolo fatecelo sapere con un commento o con un semplice like 🙂

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