Follia maggiore – Alessandro Robecchi

Follia maggiore – Alessandro Robecchi

Follia maggiore Book Cover Follia maggiore
Alessandro Robecchi
Sellerio Editore
11/01/2018
400

Sinossi

«E ho pensato che avevo sbagliato vita, che così non andava bene, e che intanto mi ero perso delle cose, e moltissime altre, forse più importanti... cose... persone. .. a cui ho pensato sempre... ». Umberto Serrani è un elegante, anziano, ricco signore cullato dai suoi rimpianti. Riservato, distaccato, finalmente padrone del suo tempo dopo una vita passata a «mettere al sicuro» le fortune altrui, specie se sospette e ingombranti, un lavoro che gli ha permesso di tessere legami invisibili che arrivano dappertutto. Quando apprende della morte di Giulia - un amore di venticinque anni prima, intenso, totale, un rimpianto mai sopito - decide di capire, agire, pagare vecchi debiti. Vuole sapere di quella morte assurda che sembra uno scippo finito male, chi è stato, perché. E vuole sapere tutto di quella donna per tanti anni amata nel silenzio e nella lontananza, della sua vita solitaria e ordinata, delle sue speranze e delle sue difficoltà, della figlia Sonia, promettente soprano. Assolda per questo una coppia di strani investigatori, Carlo Monterossi e Oscar Falcone: il primo è un mago della televisione, che però odia; il secondo sa nuotare in tutti gli ambienti e ha uno speciale sesto senso per le cause giuste. Intanto, sull'omicidio lavorano anche Ghezzi e Carella, sovrintendenti di polizia, «due cani da polpaccio», che vogliono chiudere il caso, fare giustizia, capire. I quattro, indipendentemente gli uni dagli altri, dragheranno le acque fetide che hanno inghiottito Giulia, con il sottofondo delle arie d'opera in cui la giovane Sonia si esercita per realizzare il suo sogno. Ogni libro di Alessandro Robecchi contiene personaggi, intrecci e tanta materia narrativa da poterne ricavare più romanzi; dialoghi tesi, un parlato da duri e un esemplare umorismo di costume sui nostri tempi. E le sue storie traggono sempre spunto da un'amara osservazione sociale e umana. In "Follia maggiore" c'è l'agonia silenziosa del ceto medio che attrae appetiti criminali, e un malinconico «discorso dei rimpianti» sulle cose perdute che non torneranno. Mai.

Follia maggiore; l’ultimo romanzo giallo del giornalista e scrittore italiano Alessandro Robecchi, appena pubblicato da Sellerio Editore.

Alessandro Robecchi (qui trovate il sito ufficiale dell’autore) in Follia maggiore mette in scena nuovamente Carlo Monterossi con il fidato e misterioso Oscar Falcone a cui, fa da contraltare, l’affiatata coppia formata dai non più giovani sovrintendenti Ghezzi e Carella.

Cosa ha a che fare un ricco signore anziano, Umberto Serrani, con tante conoscenze altolocate e con un torbido lavoro alle spalle con il barbaro omicidio di Giulia Zerbi, stimata traduttrice e professoressa di letteratura francese? Un caso intrigato, tutto giocato a suon di musica sulle note delle più famose composizioni liriche, da Puccini a Mozart, da Verdi a Rossini.

In questo poliziesco mozzafiato, Monterossi e Falcone arrivano per primi alla soluzione: la traduttrice è stata assassinata da una coppia di malviventi durante una rapina finita male. Questa soluzione così ovvia, però, convince solo a metà Carella e Ghezzi che, dopo svariate ricerche, riescono ad arrivare al vero movente.

Nel frattempo, mentre la polizia indaga, l’eccentrico Serrani decide di prendere sotto la sua ala protettrice Sonia, la figlia di Giulia. Grazie al suo aiuto, la giovane riuscirà a coronare il suo sogno nel mondo della musica lirica.

Tutto è bene quel che finisce bene, allora. Ma la vicenda si conclude davvero così? Qualcosa non convince ancora il sovrintendente Ghezzi, un piccolo dettaglio, una nota stonata…

“Follia maggiore” è un romanzo che si snoda tra passato e presente, che poggia le basi su ossessioni totalizzanti e passionali che lasciano pian piano il posto al rimpianto.

Il vecchio chiacchierava di sé senza sfogarsi di nulla, elegante, autoironico, un piacere sentirlo parlare, meglio persino della radio dell’Oklahoma.

“E’ una cosa che riguarda le ossessioni…e l’ipocrisia del mondo…Per tutta la vita metti da parte molte cose, le sospendi, le rimandi, le accatasti in un angolo: le farò da vecchio, ma sì, un giorno avrò tempo. Paradossalmente la cosa è socialmente incoraggiata finché lavori, produci denaro…poi suona male. Uh, è andato a Budapest! Uh, è andato a Napoli! Non è più in sé, poveretto, non ci sta con la testa!…E’ come se la libertà, ma anche soltanto il libero arbitrio, andassero bene in fase di progettazione e speranza. Dici un giorno farò questo e quest’altro, tutti annuiscono, approvano, ma poi quando finalmente lo fai non va più tanto bene…mah!”

 

C’è qualche cosa di peggio, Carlo. E’ quando il rimpianto si incastra con il rimorso, due cose inestricabili che messe insieme diventano micidiali.

La penna chirurgica di Alessandro Robecchi incide la psiche dei personaggi, senza preoccuparsi troppo di quel che può venire alla luce. Ogni tassello della vicenda, ambientata tra Italia, Francia e Svizzera, si incastra con precisione all’altro, senza forzature o tentennamenti.

In Follia maggiore l’autore non si concentra tanto sulla vicenda in sé, ma sembra che vada oltre: il fulcro centrale non è risolvere l’omicidio, ma scoprire i retroscena che muovono i vari personaggi, primi tra tutti in questo caso Umberto Serrani e Carlo Monterossi.

Follia maggiore che trae il titolo da un’aria de “Il Turco in Italia” di Rossini è un’opera sicuramente ben scritta che riflette l’ingegno della mente che l’ha creata.

Impossibile annoiarsi o non riconoscersi in uno, almeno, dei personaggi. L’abilità della penna di Alessandro Robecchi vi terrà avvinti dalla prima all’ultima pagina.

Appassionati di gialli? Vi consigliamo di proseguire la lettura con “Malanottata” di Giuseppe di Piazza. 🙂

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