“Divino Andino” di Francesco Antonelli –  un viaggio di vita e vino attraverso il Sud America

“Divino Andino” di Francesco Antonelli – un viaggio di vita e vino attraverso il Sud America

Divino andino. Viaggi e assaggi all'ombra della Cordigliera Book Cover Divino andino. Viaggi e assaggi all'ombra della Cordigliera
Francesco Antonelli
Cooking
Polaris
19 mag 2016
Copertina flessibile
269

Sinossi:

Il viaggio della vite per il mondo, e di conseguenza del vino, è come il viaggio dell'uomo. Si nutre del caso, degli incontri, di uomini visionari, grandi fallimenti, successi alle volte. È sempre di grande umanità. Francesco Antonelli è partito con questo istinto, con l'idea che la vite possa aver colonizzato un mondo nuovo senza il pesante bagaglio dell'esperienza, "Quando si viaggia da soli è un po' come si viaggiasse con tutta l'umanità", scrive Antonelli. Ed è questa disponibilità a rendere questo viaggio memorabile. Ci troverete dentro le tappe enologiche importanti di quei paesi, ma soprattutto la gente del sud del mondo e l'atmosfera magica di un continente, quello sudamericano, che ci somiglia, ma è pieno di invenzioni e identità. Il vino è un pretesto, è come sempre l'anima di una trama che parla soprattutto di uomini. (Dalla prefazione di Giorgio Melandri)

Non so voi, ma io trovo che due delle cose più belle nella vita siano i viaggi ed il buon vino (e chi mi conosce lo sa). Ora, cosa è successo, che vagando per il web ho avuto l’occasione di incrociare una persona che la pensa proprio come me: Francesco Antonelli.

Autore del libro Divino Andino, all’interno del suo romanzo egli ci racconta il suo emozionante viaggio attraverso il Sud America.

Tra varie avventure ed assaggi di vino nelle bodegas delle Ande, Francesco Antonelli regala al lettore una quantità di spunti di riflessione sia introspettivi che sull’umanità in generale.

La sua esplorazione ha inizio a Lima, dove egli verrà travolto da una cucina dai sapori eccezionali ed una popolazione meravigliosa. Da Lima passerà poi ad Ica, nel deserto costiero, dove scopriremo come da un’uva piuttosto matura si ottenga il Pisco, una sorta di brandy aromatico. E poi via verso il Machu Picchu, su uno sgangherato furgoncino, fino al confine sul lago Titicaca ed in seguito in  Bolivia. Francesco Antonelli scoprirà poi una regione decisamente particolare per la produzione del vino, ovvero Tarija (4000 metri dell’altopiano). Da qui entrerà poi in Argentina, passerà attraverso la Ruta Nacional 40, fino in Patagonia.

divino andino francesco antonelli

Che dire, l’invidia di certo non manca, già solo immaginare certi posti mi fa sognare! Se poi ci si mischia anche la magia del vino, diventa un’esperienza quasi mistica direi.

Comunque, sia ben chiaro, non fatevi traviare dalla mia deformazione professionale sul vino, perchè vi assicuro che questo è un libro capace di catturare l’attenzione sia di un lettore appassionato di enologia che del curioso amante di viaggi. Il linguaggio e lo stile usati da Francesco nel suo “Divino Andino” sono senza fronzoli, molto diretti e fluenti. Quindi non abbiate paura di ritrovarvi a leggere cose tipo:

“suadenza pollinare di una polpa pura di albicocca linfatica ed illibata e profumi turgidi e calibratamente speziati di mentosità pungente ed erotica.”

Ecco…no! Parliamo di un testo scritto da una persona giovane che vuole donare al mondo la sua passione per il vino e della sua fantastica esperienza di viaggio.

Francesco, ad un’intervista, ha anche già risposto ad una delle domande che avrei voluto fargli io (da buona ficcanaso quale sono), quindi ve la riporto di seguito.

Qual è stato il momento più esaltante del viaggio?

Ce ne sono stati diversi: ricordo ad esempio tutto l’itinerario di avvicinamento al sito di Machu Picchu, fu emozionante anche per il modo con cui lo raggiungemmo, a differenza che il classico percorso panoramico in treno, scegliemmo l’opzione “by Car” cioè arrampicandoci su un crinale a strapiombo sul vuoto in una stradina larga poco più degli pneumatici dell’auto. Molto emozionante anche il tour del Salar de Uyuni, un deserto di sale a quasi 4 mila metri di altezza, il bianco del sale e l’azzurro del cielo erano gli unici colori e praticamente sembrava di stare su una nuvola. Infine Mendoza, in Argentina, dove ho assaggiato la vera essenza del Malbec argentino e me ne sono innamorato.

Non so voi, ma nel leggere tutto questo mi viene una voglia matta di fare la valigia e partire! Quasi quasi…

Comunque, bando alla ciance, se vi interessa viaggiare con la mente questo è un libro che vi consiglio. Lo potete trovare sia su Amazon che nelle principali librerie. E se volete sapere di più su Francesco Antonelli ed il suo “Divino Andino” potete visitare il suo sito a questo indirizzo.

Vi lascio con un’ultimo pensiero, tratto dalla prefazione scritta da Giorgio Melandri,che ho trovato particolarmente poetico e vero.

“Il viaggio della vite per il mondo, e di conseguenza del vino, è come il viaggio dell’uomo. Si nutre del caso, degli incontri, di uomini visionari, grandi fallimenti, successi alle volte. È sempre di grande umanità.” Giorgio Melandri

in Pillole

Coinvolgente
Interessante
Brillante

 


Lascia un commento