Dalla Grecia a Roma: vita e opere del “pictor optimus” Giorgio De Chirico

Dalla Grecia a Roma: vita e opere del “pictor optimus” Giorgio De Chirico

De Chirico Book Cover De Chirico
Maurizio Calvesi, Gioia Mori,
Art
Giunti Editore
1988
50

Sinossi

La presente pubblicazione è dedicata a Giorgio De Chirico. La sua formazione si distingue per la vastità di orizzonti, all'interno del mondo della pittura e al suo esterno, nel campo della filosofia e della letteratura: riuscendo a ricondurre al puro valore dell'immagine pittorica ogni contenuto.

Dalla Grecia a Roma. Oggi, passeggiando per piazza di Spagna, al numero 31, troviamo la casa di uno dei più grandi artisti del 900: Giorgio De Chirico.

Giorgio De Chirico, nato e vissuto in Grecia per i primi diciassette anni di vita, si stabilì poi a Monaco, Milano, Parigi, Ferrara, New York e Roma, dando, con la sua pittura, una svolta all’arte del tempo.
Guardando le sue opere veniamo forse colti da un senso di desolazione, smarrimento, solitudine: manichini, figure geometriche, oggetti di ogni tipo assemblati casualmente, il tutto in paesaggi misteriosi e deserti, dove non sembra più esserci vita.

Ma da dove trasse ispirazione per opere tanto rivoluzionarie?
Il padre di De Chirico (un ingegnere ferroviario), vedendo le inclinazioni artistiche del figlio, lo incoraggiò molto allo studio del disegno e sappiamo che i primi insegnamenti l’artista li ebbe proprio da un impiegato delle ferrovie: Mavrudis. Di lui il suo allievo dirà:

Disegnava meravigliosamente; quando m’insegnava a tracciare delicatamente i contorni di un naso, di un occhio, di una bocca, di un orecchio, di un ricciolo, di un nastro legato a fiocco, quando m’insegnava a ombreggiare e a sfumare le ombre incrociando con cura i tratti della matita mi dava una così forte e profonda impressione di maestria che, più tardi, le impressioni che ebbi guardando i disegni di Raffaello….possono essere considerate, in confronto, delle sciocchezze.

Dopo questa appagante esperienza che segnerà per sempre la sua vita, De Chirico, iscritto al Liceo di Atene, pare che avesse pronunciato in casa parole scurrili, sicuramente apprese dai compagni di studi. Così, la famiglia dell’artista, severa e bigotta, lo ritirò dalla scuola.
Iscritto all’Accademia di Belle Arti si cimentò con la pittura ad olio. Ignorando totalmente tale tecnica pittorica, usò però in luogo dell’olio di lino, il comune olio da cucina. Il dipinto, che si presentava in realtà molto ben realizzato, non si asciugava mai, e, solo in un secondo tempo, De Chirico apprese dal suo maestro il mistero di quel quadro che dopo diversi mesi sembrava ancora fresco di pittura.

DE CHIRICO L'ENIGMA DI UN POMERIGGIO D'AUTUNNO
L’ENIGMA DI UN POMERIGGIO D’AUTUNNO. Firenze, collezione privata, 1910

Trasferitosi poi con la famiglia a Monaco, iscritto all’Accademia di Belle Arti, non ne fu in realtà mai entusiasta, tanto che avrebbe tagliato la parte di una foto che lo ritraeva accanto ad un suo quadro eseguito in questo periodo.
Fu però un viaggio in Italia ad ispirare l’artista per l’esecuzione delle sue opere più significative. A Roma venne attratto da tutti quegli edifici antichi ricordo di un passato glorioso, a Firenze è De Chirico stesso a raccontarci l’ispirazione per “L’enigma di un pomeriggio d’autunno”:

In un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panca in mezzo a Santa Croce a Firenze. Non era certo la prima volta che io vedevo questa piazza…In mezzo alla piazza si eleva una statua che rappresenta Dante…Il sole autunnale illuminava la statua…Ebbi allora la strana impressione di vedere ogni cosa per la prima volta. E la composizione del quadro si presentò alla mia mente; e ogni volta che io guardo questo dipinto, rivivo quel momento; momento che tuttavia è un enigma per me…

A Torino poi venne attratto dai lunghi portici, dalle statue equestri, dalle piazze geometriche: tutti elementi che riporterà sulle sue enigmatiche tele.
Perchè De Chirico, tanto affascinato e ispirato dalle bellezze italiane si trasferirà poi a Parigi?
Sarà una ballerina russa, Raissa, (protagonista di uno spettacolo di cui l’artista aveva ideato le scene e i costumi), a incoraggiarlo ad andare a vivere nella “Ville lumiere”.
Raissa (che poi De Chirico sposerà), studiava infatti archeologia alla Sorbona, e nei quadri di quel periodo si sente proprio l’influenza di tali studi.
Sarà però Isabella (dopo la fine del matrimonio), sua nuova compagna, ad essere fonte di ispirazione e a dare nuovo impulso al suo stile pittorico. Dirà di lei:

…la persona più intelligente che io abbia mai incontrato nella vita…

Con lei tornerà in Italia e si stabiliranno nella bellissima casa di piazza di Spagna, dove l’artista aveva anche il suo atelier.
È in questo periodo più tardo che l’artista viene colto sorprendentemente da una nuova e stravagante fonte di ispirazione per l’esecuzione di due nuovi quadri, entrambi denominati “I bagni misteriosi”.

È De Chirico stesso a raccontare le sue sensazioni una volta in cui si trovava in una casa con un parquet talmente lucido, che vi si riflettevano le gambe di un signore. Ebbe la sensazione che il tale sarebbe potuto affondare, come se si trattasse di una piscina. Da qui la composizione dei due quadri che presentano bagnanti in curiose piscine dove, in luogo dell’acqua, viene rappresentato il parquet.

Oggi le opere di De Chirico, così particolari, ora enigmatiche, ora desolanti, ora oniriche, sono esposte in tutto il mondo. Le sue spoglie riposano a Roma (dove muore nel 1978 all’età di 90 anni) nel cuore della città, a Trastevere, nella bellissima chiesa di San Francesco a Ripa.

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