Un bizzarro ritrattista: Arcimboldo. Dal 20 ottobre in mostra a Palazzo Barberini a Roma.

Un bizzarro ritrattista: Arcimboldo. Dal 20 ottobre in mostra a Palazzo Barberini a Roma.

Arcimboldo: pittore noto soprattutto per le sue “teste composte” da frutta, ortaggi e fiori assemblati in modo originale. Possiamo ammirare le sue opere più significative dal 20 ottobre a Palazzo Barberini a Roma

Carote, pomodori, limoni e ortaggi di ogni genere vengono straordinariamente mixati per creare ritratti dalla spiccata espressività e caratterizzazione. Artista rivoluzionario, non tanto per il seguito che ebbe nella storia dell’arte (rimase infatti un caso isolato) quanto per la novità che le sue opere apportarono.

Pittore alla corte di Massimiliano II d’Asburgo (e poi del suo erede Rodolfo II), divenne famoso anche per le così dette “mascherate” e i giochi di corte a cui lo stesso imperatore affidò la direzione artistica in virtù della sua spiccata creatività. Alle nozze di Elisabetta (figlia di Massimiliano) fu infatti proprio l’Arcimboldo a curarne l’allestimento del torneo organizzato per l’occasione. Memorabili furono anche le nozze dell’Arciduca Carlo di Stiria con Maria di Baviera, nelle quali ebbe un incarico di “regista” dei fasti nuziali.

Amante della cultura magico-cabalistica che si era sviluppata nel 1500, ne recepiamo l’influenza su tele che potremmo definire “capricci”, dove l’artista, con senso ludico, elabora immagini che sfiorano talvolta il grottesco.

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Rodolfo II in veste di Vertunno

Potrebbe forse sembrarci irriverente quando ritrae Rodolfo II in veste di Vertunno (il dio delle mutazioni) le cui sembianze sono una combinazione di ortaggi, spighe e fiori, ma forse proprio questa sfrontatezza nell’effigiare l’imperatore deve aver divertito la corte austriaca dove “fu molto benvoluto e accarezzato da Massimiliano, et raccolto con grande umanità, et con onorato stipendio”.

Divenuto famoso per le sue creazioni originali e insolite, Arcimboldo realizzò poi anche stemmi e cartoni per tappezzerie e vetrate.

Oggi la sua opera originale e irriverente, dai colori vivaci e così lontana dalla pittura coeva del 1500 appare particolarmente attuale e mi piace pensare a come un artista possa esprimere la propria sensibilità, il proprio carattere e la propria arte attraverso un assemblaggio di elementi (ortaggi, frutta, ecc.) per crearne uno nuovo (come un ritratto) senza sacrificarne la bellezza ed il valore artistico.

Dal 20 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 possiamo ammirare gli originali dipinti dell’artista in una bellissima mostra nelle sale di Palazzo Barberini a Roma.

 


2 Comments

  • Romina
    20 ottobre 2017 8:07 am

    Complimenti per l’articolo! Questa mostra sarà stupenda 🙂 Vi seguo su Instagram, buon lavoro ragazze.

    • Redazione
      22 ottobre 2017 8:21 pm

      Grazie mille Romina! I complimenti fanno sempre piacere 🙂

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